November 21, 2007

GEMELLAGGIO!



<-- ...che idea!

Settimana di gemellaggio quella passata. Sono state infatti in quel di Cesena due ragazze svedesi, di Lund per la precisione, una cittadina distante pochi km dalla più famosa città di Malmoe.

Da lunedì fino a venerdì sera sono stato praticamente tutti i giorni con loro, sia per assisterle nel loro lavoro di ricerca (stanno infatti scrivendo la tesi di laurea, che vuole mettere a confronto l'area romagnola e tutti gli attori che concorrono all'innovazione delle sue aziende alimentari con la regione Oresund, che è quella in cui vivono loro) che per far vivere loro questa settimana non da turiste bensì da "integrate" nella città.

Quindi le ho portate - con anche Francesca, ovviamente! - in diversi ristoranti/pizzerie fuori dai soliti giri turistici, nonchè ho fatto vedere loro il centro e la "zona bar" sia di martedì sera (cioè senza un cane per strada) che di venerdì (quando invece si riempie di gente).

Credo che siano state molto soddisfatte, sia per il motivo primario per cui erano qui che per quello più ludico. Gli incontri organizzati sono stati molto interessanti e ricchi di informazioni, con persone ultra-disponibili, e le visite extra-lavorative altrettanto positive, soprattutto dal punto di vista culinario.

Ma c'è un aspetto di questa settimana che mi è saltato particolarmente agli occhi: ogni volta che entravo in un locale con queste due bionde-occhi-azzurri (per i dettagli si vedano le due foto su Flickr) il mondo per un attimo si fermava. Tutti voltati a guardare. Manco fossero due alieni! E dire che non avevano nulla di particolare: di ragazze bionde se ne vedono parecchie in giro (magari sono finte, ma questo è un dettaglio irrilevante..)!

Ed una volta seduti al tavolo iniziava la cosa più divertente: la processione dei camerieri! Vi giuro, e Francesca, l'Uomo e la Fra Z. mi sono testimoni, non ho mai ricevuto tante attenzioni dal personale di un ristorante come in quei giorni.
Al Guttaperga, per dire, che era sempre stato giudicato negativamente per la lentezza nel servire, non solo avevo due camerieri che si preoccupavano che tutto andasse per il meglio (per 4 pizze, neanche per piatti prelibati!!), ma addirittura dopo al massimo 10 minuti eravamo con il cibo nel piatto!

Oppure, e questo è stato clamoroso, pur di parlare con loro due, i camerieri arrivavano e quando dicevi che per ordinare ci voleva un po' perchè dovevo tradurre il menù, o ti tiravano fuori il menù in inglese (???) o addirittura il cameriere diceva "No problem, I speak english!". Salvo poi dire frasi del tipo "Tutto bene? OK? GOOD?" ,oppure "Vi porto COFFEE??".

Ma la perla delle perle è arrivata dal buon Marietto, della Barriera. Appena mi ha visto, mi fa:
"Ué, giovane, ma la moglie lo sa?".
Ovviamente ho detto: "Tutto ok, Mario".
E lui "Bene, bene, vedo che sei anche internazionale! Bravo, bravo! Ma che sono, inglesi?".
Ed io: "No Mario, sono svedesi".
E lui "Orca miseria svedesi!! Bravo bravo!".
Al chè, loro, per fare le simpatiche, gli tirano fuori la seguente frase: "Svedesi, like Zlatan Ibrahimovic. Conosce? Inter, Milano..".
E lui: "Macchè Ibrahimovic!! A me piacciono le donne svedesi, no Ibrahimovic!! Diglielo, diglielo..".

Che spettacolo!!

Infine una menzione a parte va fatta all'Uomo. Premesso che gli va riconosciuto l'aver capito perfettamente il motivo per cui avevo invitato lui e tutti gli altri a cena (cioè il conoscere e confrontarsi con culture nuove) e di essersi buttato nella mischia pur non sapendo l'inglese, detto ciò non posso fare a meno di riportare il dialogo di presentazione tra lui ed Hedvig (l'altra ragazza si chiama Jenny).

Uomo: "Hello, Emil!";
Hedvig: "Hedvig";
Uomo: "EMIL, EMIL!! No Edvig!"

Una partenza migliore non poteva esserci!!

In sintesi è stata proprio una bella settimana, e se sarà possibile a febbraio, quando si laureano, io e Francesca non è escluso che faremo un giro in Scandinavia..

Vi lascio il video molto carino per quanto assurdo di un gruppo sconosciuto che ho sentito una mattina su MTV :Brand New mentre lavavo le tazze della colazione. Si chiamano LOS CAMPESINOS! e la canzone si intitola "You! Me! Dancing!".

Buon ascolto, buona visione, buon tutto.


October 30, 2007

OLE!




<-- Meglio questa della locandina del film omonimo di Boldi..

iHola!

Mi trovo a Murcia, Spagna, per una giornata di trasferimento tecnologico nel settore alimentare. Sono arrivato ieri pomeriggio alle 15.30, ho fatto un salto in hotel ad appoggiare la valigia e sono andato al luogo dei meeting, per iniziare alle 18 con i primi due incontri.

Clima primaverile (o pre-autunnale), con 20 gradi circa. Al sole si sta molto bene, all'ombra.. beh, è meglio il sole.

Ogni volta che vengo, Murcia è sempre più bella, più "nuova", più viva. La passeggiata dall'hotel Arco de San Juan all'Auditorio è molto rilassante, poichè costeggi il fiume, con questi splendidi ponti fatti a vela di nave che danno un tocco di modernità a questa città, credo, barocca.

Ho scoperto invece una zona molto carina vicino al teatro comunale (che non ricordo come si chiami), con negozi e locali dove mangiare.

Dopo aver tentato una pizza ieri sera in un'altra delle piazze principali della città, oggi ho ripiegato per della sana "carnaccia" e del buon vino "tinto" alla Taberna Dona Lola, che è vicinissima all'hotel e soprattutto è una sicurezza, dato che sia nel 2003 che nel 2005 sono stato lì a mangiare. Ed in effetti non ha tradito le aspettative.

Del resto oggi sono anche passato nella zona dello stadio e della Plaza de Toros. Il primo, detto "La Condominia", non viene più utilizzato dalla squadra locale, il Real Murcia FC. La squadra milita infatti in Primera Division e dubito che, per come è posizionato lo stadio, possa considerarsi comodo ad ospitare i tifosi delle Merengues o dei Blau-Grana: è infatti stretto tra i condomini della città, con un effetto simile a quello del tristemente famoso stadio di Catania.
Ora la squadra gioca nel nuovo stadio, "La nueva condominia", situato 3 km a nord del centro cittadino, in una zona residenziale e commerciale che porta lo stesso nome.

La plaza de toros invece è sempre lì, attaccata allo stadio ed anch'essa stretta tra le case e le vie di Murcia. In questo caso, a meno che un toro non scappi dall'arena, di pericoli però non ce ne sono. Peccato che non sia mai riuscito ad andare a vedere una corrida.

Ora sono nella hall dell'hotel, in attesa che mi venga sonno (e anche perchè in camera non c'è la connessione wireless..): oggi pomeriggio sono infatti stato libero da impegni ed ho girato fino alle 18 passate, per poi finire di guardarmi CARS sul pc e tutto THE BOURNE SUPREMACY fino alle 21.30, ora in cui sono andato a cena. Questo per dire che quando non hai un tubo da fare è dura arrivare a sera.

E domani sarà ancora peggio: fino alle 13.15 devo cazzeggiare, ho il volo alle 15.45 e poi devo stare 5 ore a Madrid in aeroporto, ed arrivare a Bologna alle 23.40. Non posso quindi sprecare le pagine del mio libro, unico mio passatempo a Madrid.

Ora vado su. Non appena arrivo a casa uploaderò su Flickr le foto di Murcia, che mi sembrano anche abbastanza carine..

A presto. Anzi, hasta luego!

October 10, 2007

IL GRANDE DITTATORE


<-- Il dialogo diplomatico tra Hynkel e Napoloni sul ritiro delle truppe di Bacteriane dal confine con l'Ostria


Ieri sera mi sono voluto togliere una voglia e mi sono riguardato "Il grande dittatore" di e con Charlie Chaplin, soprattutto perchè volevo farlo vedere alla Fra (ma non c'è stato modo: si è addormentata anche questo giro..). Ricordavo che fosse un film comico ma allo stesso tempo "impegnato", con una forte critica ai regimi totalitari quali quello nazista (di Adenoid Hynkel, FUI - anzichè Furher - di Tomania) e quello fascista (di Benzino Napoloni, dittatore di Bacteria), ricordavo scene celebri come quella di Hynkel che gioca con il mappamondo sulle note di una musica classica, l'arrivo di Napoloni in treno alla stazione, la parata militare o i discorsi alla nazione. Ma soprattutto sapevo che alla fine del film il barbiere ebreo, che è stato scambiato per Hynkel, deve tenere il discorso al popolo per dare inizio alla conquista dell'Europa. Ed il barbiere, ovviamente, fa un discorso tutt'altro che orientato alla conquista del mondo. Un discorso valido in qualsiasi epoca si viva.

"Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, neri o bianchi.

Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca ed è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l'abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell'oca, verso l'infelicità e lo spargimento di sangue.
Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi in noi stessi. Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'abilità ci ha resi duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d'intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.

L'aviazione e la radio hanno ravvicinato le genti: la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. La mia voce raggiunge milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che costringe l'uomo a torturare e imprigionare gente innocente.

A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L'infelicità che ci ha colpito non è che un effetto dell'ingordigia umana: l'amarezza di coloro che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini passerà, i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornerà al popolo. Qualunque mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
Soldati! Non consegnatevi a questi bruti che vi disprezzano, che vi riducono in schiavitù, che irreggimentano la vostra vita, vi dicono quello che dovete fare, quello che dovete pensare e sentire! Non vi consegnate a questa gente senz'anima, uomini-macchina, con una macchina al posto del cervello e una macchina al posto del cuore!

Voi non siete delle macchine! Siete degli uomini! Con in cuore l'amore per l'umanità! Non odiate! Sono quelli che non hanno l'amore per gli altri che lo fanno.
Soldati! Non combattete per la schiavitù! Battetevi per la libertà! Nel diciassettesimo capitolo di san Luca sta scritto che il regno di Dio è nel cuore degli uomini.
Non di un solo uomo, non di un gruppo di uomini, ma di tutti voi. Voi, il popolo, avete il potere di creare le macchine, di creare la felicità, voi avete la forza di fare che la vita sia una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia, usiamo questa forza, uniamoci tutti e combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia agli uomini la possibilità di lavorare, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.

Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Mentivano: non hanno mantenuto quella promessa e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo, allora combattiamo per quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, l'avidità, l'odio e l'intolleranza, combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.
Soldati uniamoci in nome della democrazia!"

September 21, 2007

MI CHIAMO PIA, RISOLVO PROBLEMI!



<-- il piu' celebre collega della Pia



La citazione Tarantiniana mi serve per introdurre una figura che recentemente e' entrata a far parte del mondo di casa Beccari: la Pia.

La Pia altro non e' che la signora che abbiamo trovato per venire a fare i lavori a casa nostra, in primis stirare e poi tutto cio' che e' possibile fare nel tempo restante.

E' stata gia' testata la settimana scorsa e oggi ha fatto il suo secondo giorno.

La ricerca non e' stata delle piu' facili: i parametri - stabiliti dalla nonna della Fra - erano molto semplici: la residenza da almeno 30 anni nel quartiere "Al Mare" (ovvero Ponte Pietra, Ruffio, Ruffio II, Villa Casone e, credo, Macerone e Capannaguzzo).

Molti nomi sono stati fatti, molti contatti presi ma quando era il momento di stringere venivano fuori le magagne: non ce la faccio coi tempi, riesco a fare solo 2 ore, ho l'artrite e voglio smettere, ho i nipotini da badare, sto a Bagnarola - che NON e' quartiere Al Mare - ecc..).

Poi un giorno, candido candido, esce fuori il cuginetto di Francesca che dice "Perche' non chiamate la nonna della mia compagna di scuola? Lei e' una che pulisce sul pulito..".

Momenti di silenzio. Poi la telefonata. E l'incontro a casa nostra.

Ovviamente a noi e' andata subito bene. Tuttavia abbiamo presentato le nostre esigenze, e lei ha detto che in una casa nuova non c'e' molto da fare (staremo a vedere..). L'unica cosa che ha chiesto - oltre ai soldi, che comunque sono veramente pochi - e' di poter essere flessibile sugli orari. Del tipo che se deve andare dal dentista alle 12, se puo' venire alle 7:30 e se trova ancora qualcuno. Noi ovviamente le abbiamo detto che non c'e' alcun problema, ma avrei voluto aggiungere "Se viene a quell'ora, magari venga anche a vedere se mi sono svegliato..".

Credo quindi di poter dire che abbiamo avuto una grossa fortuna anche questa volta, soprattutto perche' - come fa notare subito Francesca - se lei viene di venerdi' e' inutile pulire il sabato e la domenica (che pulisce sul pulito c'e' gia' la Pia), mentre durante la settimana non c'e' il tempo materiale. Quindi: non si pulisce piu'!

Ora vado: e' uscito un po' di sole (che spero abbia anche scaldato il clima) e vado a farmi un giro con il gruppo per Copenhagen.

A presto.

September 20, 2007

MENTALITA' (ovvero: in Danimarca ci mangiano in testa)



<-- Mentalità danese



Mi trovo a Copenhagen per lavoro ed il luogo che è stato scelto per fare le riunioni del progetto per cui siamo qui è una scuola superiore, l'Orestad Gymnasium, appena fuori dalla città.

Lo si raggiunge con un comodissimo treno, che viaggia su una sorta di monorotaia sospesa ad una decina di metri da terra. Si esce dalla stazione metro e ci si trova davanti ad un nuovissimo quartiere con palazzi in vetro e acciaio, circondati da giardini pieni di verde e di attrezzature in legno. Non a caso una delle strade è intitolata ad Arne Jacobsen, architetto che ha fatto la storia del design.

Si cammina un po' e poi si arriva all'edificio: una sorta di cubo in vetro con frangisole verticali colorati alle finestre e che si muovono - così dicono - con il muoversi del sole. Noi non potremo credo mai vederli in azione in quanto il tempo è grigio e di sole sembra che non se ne vedrà.

A guardarsi intorno sembra di essere in un paesaggio spaziale, o in un rendering di uno studio di architettura: palazzi in vetro, giardini, monorotaia..
Se poi si entra dentro, ecco che uno pensa "Bene, abbiamo scherzato, adesso però fatemi vedere la scuola vera e propria". Se prima infatti sembrava una cosa finta, l'ambiente dentro è talmente fantastico che sembra irreale! Appena oltrepassata la porta girevole a vetri, il primo ambiente che si vede è il bar: 9 tavoli alti neri, con sgabelli dal design fighissimo, poi una scalinata che scende, ed in ogni "pianerottolo" altri tavoli, con sedie. Le quali sedie non utilizzate sono "sospese": ogni tavolo ha infatti un sistema sotto il piano che permette di agganciare le sedie in modo da poter pulire senza doverle rovesciare sul tavolo. Geniale!!

Questa sorta di scala finisce in una vetrata che delimita questo spazio comune con la palestra. Nella quale abbiamo la fortuna di vedere l'inizio di una lezione. Premesso che le lezioni durano 100 minuti ciascuna, l'ora di educazione è così strutturata: uomini e donne insieme, musica a palla (ho avuto la fortuna di sentire un bellissimo remix di "Take on me" degli A-Ha. Del resto questa è Scandinavia, e che sia Norvegia, Svezia o Danimarca, qui è tutta una grande famiglia..), si corre a ritmo, poi ci si mette in cerchio e si iniziano gli esercizi, che sono un misto di stretching e esercizi fisici veri e propri. Intanto l'insegnante (una tizia con canottiera rosa, fuseaux blu scuro e sopra un paio di shorts in spugna color verde acqua..)cambia le canzoni a seconda dell'esercizio che deve fare. Eccezionale!! E la prima ora se ne va via così, con i ragazzi che ne hanno per il c***o di fare stretching e le ragazze che si impegnano alla maledetta (ah, c'erano anche alcune musulmane: tutte rigorosamente col velo!). La seconda ora è più "applicativa": rete di palloni da calcio, coni fosforescenti e via, nel freddo e nella pioggia, a dar calci al pallone.

Ma torniamo dentro: una enorme scala a chiocciola in legno chiaro sale dal piano terra al terzo piano, interrotta dai passaggi che portano ai singoli piani. In ogni piano ci sono le aule di lezione, tutte con le pareti in vetro, in modo che se sei alla lavagna e non ne hai un'idea tutti possono saperlo! Ogni tanto ci sono dei cilindri in legno alti più o meno 2 metri: gli armadietti personali. E poi tavoli, tavoli e tavoli.

Ad ogni angolo di ogni piano ci sono gli internet point, tutti free, e con circa una ventina di iMac ciascuno (la scuola ha circa 120 pc, tutti iMac, tra quelli pubblici e quelli regalati ai docenti).

Infine, in ogni piano, c'è un salottino circolare di colore verde acido o arancione, pieno di sacchi morbidi, dove è possibile stendersi e riposarsi.

E al piano terra un biliardino. Sempre impegnato dai ragazzi. Che però non urlano, non fanno casino. E non imbrattano i muri, non gettano carte per terra, non fanno scritte coi pennarelli negli armadietti (anche perchè qualche anta è fatta di un materiale per cui è possibile scriverci sopra e poi cancellare..) e non incidono frasi come "Ingo e Annika 3 metri sopra il cielo" sul legno.

Insomma, un tipo di scuola lontana anni luce dalle scuole del nostro paese. Ovviamente questo è un esempio limite (ed è quello che ci ha confermato anche il partner danese) ma sembra incredibile che - in tempi in cui la scuola italiana si trova a dover affrontare gravissimi problemi di bullismo - in altre parti il problema sia spostare il biliardino dalla parte del bar a quella dove c'è la amministrazion, perchè così dà meno fastidio alle classi che studiano, ed in più - la posizione di fronte all'amministrazione - frena i ragazzi dal giocare troppo frequentemente.

Comunque, per visionare questo mondo a parte, vi consiglio di andare a vedere la fotogallery.
Qui invece trovate qualche disegno e foto dello studio che credo abbia fatto il progetto.

Bye bye.

August 25, 2007

SECOND LIFE



<-- il mio matrimonio su Second Life.


Due righe di numero perchè la cosa che sto per scrivere è veramente assurda.

Stavamo facendo colazione quando io e Francesca abbiamo iniziato a parlare - molto all'acqua di rose - di SECOND LIFE, quella sorta di mondo parallelo in cui le persone possono trasformarsi in quello che hanno sempre desiderato essere, ma che la vita - per cause di diversa natura - non gli ha permesso di diventare.

Eravamo anche partiti parlando in maniera seria, in particolare del fatto che molte aziende hanno messo la propria sede in Second Life (in particolare una di quelle concorrenti di Solo Affitti) anche se in Italia - per la cultura informatica che c'è - forse è veramente troppo presto.

Poi siamo passati a spiegare come è il funzionamento di Second Life a grandi linee: l'avatar, cosa fai ecc....

Al che - dopo che le ho detto appunto che molte persone li realizzano quello che in vita vera non hanno potuto realizzare o essere - lei mi fa: "Tu la prima cosa che faresti quando inizi a giocare a Second Life sarebbe sposarti con un'altra!"

Si è chiuso così in questo modo il nostro dialogo - iniziato, ripeto, in maniera seria - su Second Life.

E mi Signor..

P.S.: in merito al post su Moccia, vi voglio dire questo. Poichè sono celebre tra gli amici per le mie vibranti lettere di protesta (celebre quella a Ligabue dopo il CAMPOVOLO, tant'è che nel DVD del suo ultimo tour si ferma durante una canzone e chiede al pubblico "Sentite bene? Non è che domani mi massacrate su internet?". Non credo assolutamente si riferisse a me, ma a Matteo ed alla Giada, quando lo hanno sentito, sono venuto subito in mente io..), ho scritto sul forum di www.scusamatichiamoamore.it un messaggio in cui invitavo il Sig. Moccia a leggere il mio post. Non me lo ha pubblicato. Ho scritto di nuovo dispiacendomi che non lo avessero fatto e non lo avessero neanche pubblicato. Niente, neanche questo è stato pubblicato. Infine - come ultimo post sul loro forum (che vi invito a leggere per gli alti contenuti) - ho fatto lui (o ai suoi collaboratori) i complimenti per la loro apertura a chi non è in linea con il loro "sole-cuore-amore pensiero".

August 17, 2007

SCUSA, MA TI CHIAMO FURBONE!




Da pochi giorni ho finito di leggere il libro di Federico Moccia che vedete a fianco.
Premetto che non ho mai letto uno dei suoi due libri più famosi (3MSC e HVDT, con le avventure di Babi e Step) e mai mi sarei sognato di farlo in quanto li ritenevo un genere a me totalmente estraneo. Se poi pensavo alla trasposizione cinematografica ed all'attore che impersonava Step, ecco che questa mia idea si rafforzava sempre più.
Vorrei inoltre aggiungere a titolo di cronaca - e poi finisco l'introduzione a questo post - che invece Francesca li ha letti entrambi e, non contenta, ha anche pianto mentre li leggeva.

Vi chiederete quindi come mai invece sono finito a leggere quel tomo di 600 e passa pagine che è "Scusa ma ti chiamo amore". Beh, come dice il proverbio, a caval donato non si guarda in bocca. Mi è stato infatti regalato, e non potevo dire "guarda, questa volta hai forato. Lo posso cambiare?". E poi si stava avvicinando il viaggio di nozze: tante ore di volo, tanti momenti per leggere, e quindi un librone grosso grosso e leggero come contenuti era l'ideale. Sia per me che per Francesca.

E così, di ritorno dalla California mi sono messo a leggerlo (Francesca lo aveva già fatto mentre eravamo là, ed i suoi commenti non erano per niente rassicuranti..).

Mamma mia che polpettone! Non voglio addentrarmi nel merito della storia, ma concentrarmi in quella che è la responsabilità che Moccia si deve prendere dopo aver mandato alle stampe un libro del genere.

Anzitutto Moccia è veramente un furbone. Conscio della marea di lettori (anzi, lettrici) che lo seguono da quando ha messo in circolazione gli altri 2 libri, ha giocato molto su quelli che sono, secondo me, i loro punti deboli (e, di conseguenza, i punti di forza su cui andare a calcare la mano quando si pensa alle vendite del libro): storia d'amore da sogno, frasi brevi, concise, tipo slogan, citazioni di canzoni di Robbie Williams, Antonello Venditti, Eros Ramazzotti, AUTO-CITAZIONI (per ben due volte viene citato "3 metri sopra il cielo"), richiami a film celebri. Un mondo quindi che i teenager sentono particolarmente vicino, e che quindi porta loro a dire nel forum dedicato al libro "Tu ci capisci, parli di noi come nessun altro".

E probabilmente è anche vero, ma il signor Moccia ha fatto anche i conti con le responsabilità che, indirettamente, si è messo sulle spalle (sempre che abbia una morale che gliene faccia rendere conto)? Chi lo spiega ai suoi lettori più sensibili che una storia con uno di 20 anni più grande (soprattutto se il più piccolo ha 17 anni) può esistere ma difficilmente avrà futuro? Non è un fatto di differenza anagrafica di età bensì di esperienze. Una storia come quella tra Niki e Alex è assolutamente deleteria per un adolescente, deforma completamente la realtà, accelera i tempi (già comunque troppo veloci) di crescita dei giovani. E quando avranno 27 anni (cioè dopo 10 anni di relazione!!) cosa sarà rimasto a loro da "esperienziare"?

Ci sono poi una serie di punti in cui veramente Moccia fornisce modelli di comportamento a mio avviso totalmente errati ai giovani. All'inizio del libro parla del BBC, il "Bum Bum Car", una corsa in cui vengono prese una serie di auto e fatte scontrare come se fosse un autoscontro del luna park. Sarà probabilmente anche una cosa che realmente esiste, ma c'è bisogno di parlarne anche nel libro, oltreutto facendola passare come una cosa assolutamente normale e priva di rischi? Non bastano le pagine di cronaca dei quotidiani o i servizi al telegiornale?

Tutto il libro poi è ricco di riferimenti a marchi e prodotti, come un enorme pubblicità (forse perchè il protagonista è un pubblicitario?): Mercedes classe M, Apple, iPod, Red Bull ecc...

Quasi 700 pagine di superficialità, banalità e luoghi comuni che dipingono alla perfezione il vuoto di questi tempi. Vuoto nel quale vivono, vegetano e spesso annegano i ragazzi di oggi, e che Moccia - come un astuto pubblicitario - ha compreso, sfruttato per il proprio tornaconto (sia economico che di affermazione personale) e contribuito ad alimentare.

Mi sono poi chiesto, prima di leggere il libro, come mai fosse passato da Feltrinelli alla Rizzoli. Ora che ho finito di leggere il libro, mi piacerebbe (ma so di essere un sognatore) che la risposta fosse: "Qui alla Feltrinelli non abbiamo ritenuto opportuno pubblicare un libro palesemente contrario a quella che è la nostra linea editoriale, fondata su valori e principi morali assolutamente inesistenti in questo manoscritto.".

Infine, nello scrivere questo post, mi è tornato a mente un libro - quello sì pubblicato da Feltrinelli - sempre sul mondo della pubblicità e delle responsabilità dei creatori di slogan e spot e che lessi tanti anni fa. Si intitolava "LIRE 26.900" (poi con l'euro è diventato "EURO 13,89") ed era scritto da Frederic Beigbeder, un ex-pubblicitario pentito.
Chissà se Moccia lo ha mai sentito nominare? In caso negativo, visto che sulla copertina di "Scusa.." c'è scritto che la lettura è la sua grande passione sin da ragazzino, spero che trovi il tempo per farlo.
E se c'è qualche suo fans che legge questo post, sarebbe così gentile da consigliarglielo?
Grazie.

August 09, 2007

BRONX PONTE PIETRA (altro che le Vigne..)



<-- la mia attuale targa, in attesa degli eventi..


Dice il saggio: chi lascia la strada vecchia (la casa di Fratta) per quella nuova (la casa di Ponte Pietra), sa quello che lascia ma non sa quello che trova.

Ecco, io ieri mattina non ho trovato più le targhe della mia auto!

Arrivo al lavoro ed una mia collega mi dice "Hai perso la targa posteriore?". Io cado dalle nuvole e mi fiondo a guardare l'auto: porta-targa posteriore piegato all'esterno da un lato, porta-targa anteriore completamente assente.

Me le hanno ciulate!

Corro subito al Commissariato di Polizia a far denuncia e scopro - tra le altre cose degne delle pagine di cronaca dei quotidiani locali, tipo furti in abitazione, percosse, scippi ecc.. - che il furto di targhe è abbastanza in auge: in una settimana il mio è il terzo. Tuttavia non saprei dire DOVE me le hanno fregate.

All'inizio i sospetti cadono sull'ufficio. Poco traffico sulla Dismano, praticamente assente qualsiasi forma vivente dato il periodo dell'anno. In più il giorno prima ne hanno fregate un paio in via Passo Corelli, che congiunge la Dismano con via Pontescolle (la via del Portico). Tuttavia cerco qualche traccia del furto ma non trovo nulla.

La sera arrivo a casa e anche lì cerco qualche prova. E la trovo. I gommini che fermano la targa al porta-targa. Bianchi e piegati perchè sono stati tirati via con forza. Ed ho un flash: la sera prima quando avevo parcheggiato, una macchina scura station-wagon ha acceso i fari non appena mi ha visto, ma non si è mossa. Chissà se è responsabile del furto o semplicemente erano due avventori della Maga Bruna, in attesa del loro turno?

Ma a che pro rubare le targhe di una macchina? Sicuramente da escludere è il movente "collezionistico". Quindi, come mi ha detto il poliziotto che ha raccolto la mia denuncia, rimangono una ampia gamma di reati, tra cui l'impiego delle mie targhe su un auto utilizzata per una rapina o per serie di reati legati al codice della strada (autovelox, passaggi col rosso ai semafori, farsi Torino-Lecce in autostrada senza pagare il pedaggio..).
Mi aspetto quindi nei prossimi giorni tante lettere da parte di Vigili Urbani, Polizia Stradale, Società Autostrade, Carabinieri e quant'altro..

Ora giro con due splendide targhe gentilmente offerte dalla Volvo sul cui lato in cui non appare la scritta "VOLVO V70" ho attaccato degli adesivi che vanno a ricomporre il codice alfanumerico che contraddistingue la mia auto. Pacchiano ma efficace: mi risparmia infatti di essere fermato ogni 5 metri da una pattuglia o di venire continuamente sfanalato o clacsonato dagli altri automobilisti che vogliono dirmi "Ma dove c***o vai senza targa?!?!".

15 giorni così e poi, se non le ritrovano, mi tocca riimmatricolare l'auto, ottenendo così nuove targhe. Con conseguente cambio del libretto di circolazione, cambio dei dati sulla assicurazione e soprattutto un costo preventivato nell'ordine dei 300-400 euro.

Comunque, a prescindere dal movente, la cosa mi ha lasciato l'amaro in bocca e un disagio che mi ha rovinato la giornata, ancor più dello scoprire del furto. Quella zona è veramente bella, silenziosa, piena di verde. Ma se si rivela una zona poco sicura la delusione è forte.

Ma è meglio non pensarci, e canticchiare le parole della nuova canzone di Manu Chao: WELCOME TO PARADISE!

August 06, 2007

AGOSTO, UFFICIO MIO NON TI CONOSCO..


<-- La nostra nuova sede..




Salve salvino!

Lo so, è tanto che non scrivo (e qualcuno me lo ha fatto notare dicendomi "Ma siete ancora a Santo Diego??"). Riusciva più facile farlo quando eravamo senza un pc e spesso dovendo pagare piuttosto che ora che posso accedere sia al pc di casa che a quello del lavoro.

Tuttavia ho i miei buoni motivi!!

Il primo riguarda il pc di casa. Certo, siamo tornati sabato 27 a pranzo, ma non avete idea di quanta roba ci sia da fare dopo aver lasciato abbandonata a se stessa la casa per tre settimane: lavare tutti i vestiti portati in viaggio, dare una pulita a pavimenti, bagni ecc.., sistemare i regali che si è ricevuto in maniera più ragionata rispetto ad un "per adesso mettiamoli lì, poi vedremo", in generale cominciare a prendere confidenza con quella che diventerà il punto di riferimento - in termini logistici, ovviamente - della tua vita.
Data questa premessa, collegare il pc alla rete era - per forza di cose - una priorità secondaria. E solo venerdì sono riuscito a connettermi, uscendo finalmente dal digital divide in cui sono stato per anni a Fratta (dove, mi hanno detto, è comunque stata attivat l'ADSL nelle settimane che ero via. Ma me lo immaginavo..).

Il secondo motivo a giustificazione di questo silenzio è dovuto al pc dell'ufficio. Mentre ero via abbiamo abbandonato la sede di via Tortona - per me affettivamente importante, visto che nell'ascensore del palazzo al 190 ho conosciuto Francesca - per trasferirci nei locali dell'ex-Arrigoni, sulla Dismano.
Sono quindi rientrato al lavoro in un ufficio nuovo di zecca, con però gli operai al lavoro per settare tutta la rete informatica. Inoltre, giustamente, sono stato subito messo al lavoro dal boss, e pertanto tanto tempo per il blog non l'ho avuto.

Che dire del resto?

In merito al viaggio, sulla strada verso Los Angeles ci siamo fermati a Disneyland, dove però non sono riuscito ad andarmi a ribaltare le budella sulle 5-6 montagne russe che hanno loro dato che Francesca aveva paura. Così mi sono limitato a sperimentare il brivido delle seguenti giostre tematiche: le avventure di Pinocchio, il mondo di Winnie the Pooh, Biancaneve e i sette nani, Roger Rabbit, Peter Pan, la casa di Topolino e Minnie. Per fortuna la giostra ispirata a I PIrati dei Caraibi era carina e - per il brivido di Francesca - con una discesa paragonabile a quella che abbiamo a casa per scendere nei garage con la macchina.

Giunti in Italia alla mattina alle 7:30, ci siamo dovuti trovare un treno che da Milano ci portasse a Cesena, e quello che abbiamo trovato è stato uno splendido espresso per Lecce. Secondo voi, il weekend dell'esodo estivo, quanta gente poteva esserci?? Imballato. E con un caldo infernale. E sapete che le FF.SS. tengono i fonestrini degli scompartimenti bloccati con delle viti perchè la gente non butti oggetti dal finestrino? Praticamente un carro-bestiame.

Finito questo delirio, Big Luciano ci è venuto a prendere, ed a casa ci aspettava un sontuoso piatto di strozzapreti al ragù fatti dalla Paolina. Spettacolo. E la sera la Giada, la Stefy e Matteo hanno gentilmente prenotato un tavolo ad Acquarola, dove ci ha deliziato una splendida tagliatella "made in Romagna". Un ottimo ritorno ai sapori della tradizione oserei dire, soprattutto dopo tre settimane di "junk food", come chiamano loro il cibo da catena di ristorazione!!

Il weekend appena passato invece è passato molto liscio: sabato dormita colossale e pomeriggio "full immersion" nelle pulizie di casa (urge filippina, cambogiana, ucraina, olandesina o cesenate..). Poi cena alla Baia a Cesenatico, Approdo (dove l'Uomo ha sfoggiato alcune perle memorabili) e poi letto.
Domenica di mare, con fuochi d'artificio a festeggiare Garibaldi e splendido concerto degli Apple Pie al Chino Romagna.

E per oggi è tutto.

A presto.

F.

P.S.: appena riesco posto foto del viaggio e del matrimonio. Una piccola anticipazione del viaggio la trovate a fondo pagina, con quell'applicazione carina che si chiama SLIDE.

July 23, 2007

SANTO DIEGO

Ciao a tutti! Dopo qualche giorno di silenzio - Grand Canyon e spostamento verso San Diego - rieccoci apparire!

Ieri, avendo dormito la notte precedente a Barstow, piccola cittadina sulla strada per S.D., ci siamo allungati a Calico Town. Ricordate quel pub che c'era a Forli' ed ambientato nel west? Ecco, crediamo che si sia ispirato a questo paese fantasma posizionato nel deserto Mojave. Una volta ricco di argento, quando questo si e' svalutato (e parliamo dei primi anni del '900) se ne sono andati via tutti, facendo appunto diventare Calico il fantasma di se stesso.

Un tizio lo ha riportato in vita e ci ha costruito un piccolo business. E noi da pbravi tursiti abbiamo lasciato i nostri dollari per vederlo. Esperienza pero' molto molto carina.

Ieri siamo dunque arrivati a San Diego, abbiamo trovato sistemazione in un alberghetto chiamato "LA PENSIONE ITALIANA", posizionata all'inizio di Little Italy, una delle zone in ampio rilancio della citta'. Un po' rumoroso (ma vi racconteremo meglio a voce..) ma eccezionale per la posizione, a due passi dal centro.

Oggi pomeriggio si va a Pacific Beach a prendere un po' di sole (ah, stamattina abbiamo visto le foche spiaggiate a La Jolla..) e stasera ci pemettiamo una cena al RICE, ristorante attaccato al "W HOTEL". Gia', proprio quello con la spiaggia sul tetto..

Ora vi salutiamo. Alla prossima.

Baci.

f + f

P.S.: qua si parla ancora di un certo Maffi, "the guy able to start the greatest fire on the beach.."

July 21, 2007

BUCKLE UP: IT'S THE LAW!


..che tradotto significa "Mettetevi le cinture di sicurezza:e' la legge!".

Gia', ho preso una multa nella Valle della Morte! Ecco come si sono svolti i fatti: partiamo dal Ranch a Furnace Creek e, come e' mia cattiva abitudine, mi metto la cintura che sono gia' in movimento. In quel preciso momento incrociamo una pattuglia della polizia, che - vedo dallo specchietto - fa inversione a "U", mette il lampeggiante e mi fa cenno di accostare. Io, che gia' sapevo come funzionano queste cose (vero Franci Z.??), accosto all'istante.
Il poliziotto scende e va dal lato passeggero. Mi guarda e mi fa "Lei non si e' fermato allo stop e non aveva le cinture di sicurezza. Ora le faro' una multa per una sola infrazione delle due. Lo stop sono 360 dollari, le cinture 80. Scelga lei quale delle due.". Io, citando Guzzanti nei panni di Quelo, gli rispondo "La seconda che hai detto!!".

Onde poi evitare i problemi che abbiamo avuto 4 anni fa, mi sono anche fatto dire come si faceva a pagare, e cosi' la mia fedina e' pulita. Quindi Franci Z. quando torno ti racconto cosa si deve fare.

Ora siamo in un paese assurdo, che deve la sua fortuna dall'essere un punto-base per l'escursione al Grand Canyon. Si chiama Tusayan e fanno la peggior pizza che abbia mai mangiato (e dire che di schifezze ne sto mangiando.. e sono tutte terribilmente BUONE!!!). Domani quindi l'intenzione e' quella di andare a vedere questo Canyon, anche se e' sabato e dalla gente che affolla il nostro motel credo ci sara' una bolgia totale. Secondo me qualcuno finisce anche di sotto!!

Nel venire in qua ci siamo fermati in un paesino fantastico, Williams, fermo agli anni '50 e posizionato sulla mitica Route 66. Abbiamo fatto un giro veloce ed era veramente strano girare per questi negozi con le insegne in legno e lampadine (niente neon), vetrine impolverate, con cose che forse erano li' da decenni..

Approfittiamo poi per fare un grosso saluto ai simpaticissimi amici di Milano, Andrea e Marco, conosciuti al Motel Charlotte e incontrati nuovamente, per caso, ieri sera sullo Strip a Las Vegas. Una chiacchiera ha tirato l'altra ed alla fine siamo andati a mangiare insieme la pizza piu' costosa della storia al Bellagio: 150 dollari per 4 pizze microscopiche e 4 dolci! Speriamo leggano il blog e soprattutto che lascino un loro commento, anche una volta ritornati a casa!

Ora ci ritiriamo in camera: domani vorremmo - ma e' dal 10 luglio che abbiamo questo desiderio - svegliarci presto e partire di buon mattino per evitare la ressa. Ed i temporali, che domani sono stati previsti proprio al Canyon per il pomeriggio.

Un saluto ed un abbraccio a tutti!

f + f

P.S.: Uomo, non ho giocato i tuoi numeri. Dobbiamo conservare mooolto bene i nostri soldi perche', dopo Las Vegas, sono calati vistosamente!!

P.P.S.: Ethel, le orecchie non ci fischiano, ma ci fa molto piacere che ci pensiate cosi' tanto. Ci mancate anche voi.

July 20, 2007

VIVA LAS VEGAS!


"Bright light city gonna set my soul
Gonna set my soul on fire
Got a whole lot of money that's ready to burn,
So get those stakes up higher
There's a thousand pretty women waitin' out there
And they're all livin' devil may care
And I'm just the devil with love to spare
Viva Las Vegas, Viva Las Vegas..
" (E. Presley)

Ebbene si, ci siamo! E gia' da un giorno. Las Vegas e' veramente una grande Gardaland, o una grande "Italia in miniatura", data la forte presenza di casino' ispirati al nostro paese.

Ieri e l'altro ieri siamo stati isolati dal mondo in quanto impegnati prima tra le montagne dello Yosemite, e poi nel deserto bollente della Death Valley. Ieri mattina alle 10, mentre facevamo le escursioni, la temperatura rilevata dal termometro della nostra Toyota RAV 4 rosso fuego era 112 Farhenheit, circa 44 gradi centigradi. Tuttavia non erano particolarmente fastidiosi grazie al vento che tirava (ma che mi ha seccato le lenti negli occhi..).

Poi nel pomeriggio l'arrivo nella citta' del vizio, dove avevamo prenotato al Wynn. Che cambiamento rispetto al Malibu Motel o ad un piu' famoso Days Inn!! Una camera gigantesca, un bagno ancor piu' grande.. non sto ad entrare in dettagli perche' vedrete le foto su FLICKR al nostro rientro.

Unico inconveniente (ed e' cio' su cui si basano quegli hotel): da quel momento in poi paghi qualsiasi cosa, e la paghi tanto! Addirittura se prendi una lattina dal frigo bar e la tieni in mano per piu' di 60 secondi, ti viene addebitata subito sul conto!

Abbiamo cenato in un ristorante italiano (non vi diciamo il conto..) e poi fatto un giro al Venetian e fuori dal Mirage, dove abbiamo assistito all'eruzione del vulcano (ogni ora, dopo il tramonto, fino a mezzanotte e solo se il tempo e' bello..).

Oggi, dopo colazione (a un prezzo folle!!) siamo andati via.. ma siamo andati ad alloggiare al Mandalay Bay. Ma saremo moooolto piu' accorti nel fare le nostre spese!!

Ora vi salutiamo da questo gigantesco Outlet Center fuori Las Vegas: andiamo a prendere il sole nella piscina con sabbia del Mandalay!

Baci e abbracci (come direbbe Bobo..).

f + f

P.S.: per chi c'era 4 anni fa, nel post PEACE & LOVE ha scritto Lynn, la proprietaria del Charlotte. Le ho fatto vedere la nostra foto scattata all' Iron Door ed ha fatto un sacco di moine "Ooooh, my God!! You've already been here!!!" ecc... E grazie anche a tutti quelli che leggono e scrivono.

July 17, 2007

IRON DOOR SALOON


Lasciata la citta', siamo immersi ora tra le montagne della Sierra Nevada.

Precisamente, stiamo scrivendo da una piccola localita', denominata Groveland, per me e per altri lettori vecchia conoscenza, in quanto 4 anni fa ci aveva accolti, disperati, assonnati (alcuni anche impauriti..) in cerca di un rifugio per la notte.

Il motel e' il Charlotte Motel, un posto fuori dal tempo. Abbiamo appena degustato un ottimo filetto con patate fritte - forse il primo pasto realmente American style che abbiamo consumato da quando siamo qua - all' Iron Door Saloon, il piu' vecchio saloon ancora esistente in California.

Teste di cervo appese ai muri, un coyote imbalsamato sopra la cassa del bar, un soffitto ricoperto di biglietti da 1 dollaro arrotolati e puntati con uno spillo e lanciati in alto dai clienti, musica country e rock, clientela molto, molto particolare e amante della birra.

Oggi, lasciata San Francisco, abbiamo prima fatto una tappa a Sausalito (pretesto anche per passare in macchina il Golden Gate Bridge, che neanche questa volta sono riuscito a vedere causa nebbia perenne..) e poi a Berkeley, sede di una famosa e prestigiosa universita' e luogo - negli anni '60 - di aspri scontri tra polizia e studenti che rivendicavano uguaglianza razziale e soprattutto liberta' di parola.

Ora andiamo a nanna perche' domani ci aspettano due tappe impegnative: lo Yosemite National Park e, a seguire, la Valle della Morte, dove alloggeremo, sperando che sia sufficientemente condizionata. La temperatura media di questi giorni e' infatti di 120 gradi Fahrenheit (circa 48-50 Celsius..).

Buonanotte.

f + f

P.S.: la foto che abbiamo messo non e' nostra ma e' presa dal sito dell'Iron Door.

July 15, 2007

PEACE & LOVE (ovvero SAN FRANCISCO)

"... if you're going to San Francisco / be sure to wear some flowers in your hair.."

Ciao a tutti dalla stupenda San Francisco.

Il viaggio procede a gonfie vele. Ieri abbiamo visto un posto bellissimo: Big Sur. Si tratta di un pezzo di costa a strapiombo sul mare con paesaggi mozzafiato, natura incontaminata ed animali mai visti prima. Abbiamo infatti assistito all'accoppiamento degli elefanti marini su una spiaggia. Veramente bello!

Ieri sera siamo arrivati a S.F. ma si erano dimenticati di tenerci la prenotazione nel nostro bellissimo albergo. Per fortuna abbiamo risolto subito e guadagnandoci anche leggermente..

Oggi Alcatraz (un tour fatto benissimo e molto emozionante..) e pomeriggio in giro (con doppio passaggio per Chinatown: un gran brot PUSTAZ!!!).

Questa sera chissa': sara' pieno di francesi che festeggiano la presa della Bastiglia. Io vado a cercarmi una maglia di Materazzi..

Bye bye.

f + f

July 13, 2007

LIVE FROM SAN LUIS OBISPO, CA

Buongiorno a tutti (o meglio, buonasera, visto che da voi sono le 18:15..)!

Vi scriviamo da una amena localita' del centro California che si e' rivelata molto caratteristica per l'elevato livello di "peace & love", tipico di questa parte degli USA.

Abbiamo visto posti stupendi ed incontrato persone molto gentili e disponibili. Questa notte poi abbiamo dormito in un posto veramente assurdo, talmente kitsch che Las Vegas in confronto sembra un posto di alta classe! Se siete curiosi andate a vistare www.madonnainn.com. La nostra camera, se dovessero esserci le foto delle diverse camere, era la CAPTAIN'S BRIDGE.

Per il momento vi salutiamo e non appena avremo modo vi scriveremo nuovamente. Ora si va a San Francisco per 3 giorni.

Baci e abbracci.

f + f

July 09, 2007

7-7-7 (settecentosettantasette) GRAZIE!


Prima di assentarci causa viaggio di nozze, volevamo dire grazie a tutti quelli che hanno fatto sì che la giornata di ieri fosse migliore di qualsiasi idea io e Francesca ci fossimo mai immaginati riguardo al giorno del nostro matrimonio.


Dall'affetto dimostrato nelle ore precedenti la cerimonia, alla cerimonia stessa, all'uscita dalla Chiesa (restaurata in tempo e con grande sacrificio perchè potessimo celebrare le nozze lì), al ristorante, tutto ieri è stato fatto dai NOSTRI AMICI affinchè rimanesse ben impresso nei nostri ricordi.


Ora niente e nessuno potrà farcelo dimenticare.


E da ieri ho imparato una cosa: pochi sono i sogni che si avverano, ancor meno quelli che nel realizzarsi diventano ancor meglio rispetto a quando erano pura fantasia.


Vi vogliamo bene.


Francesco e Francesca.

July 07, 2007

HOY ES UN GRAN DIA!

Bonjour!

Eccomi nuovamente qua a scrivere, reduce da una photo-session di un'ora in cui ho fatto finta di vestirmi ed uscire di casa.

Che caldo!! Non voglio immaginare oggi pomeriggio..

Ora vi saluto: vado a prendere il bouquet della sposa e il coursage (che credo sia il fiore da mettere all'occhiello..

Ci si sente o domani o lunedì prima di partire per la California!

Au revoir!!

July 06, 2007

ADDIO AL CELIBATO

Come promesso, ecco l'ultimo post da celibe.

Pur di scriverlo ho installato il programma di connessione mediante cellulare sul PC di mio babbo, che da domani si troverà 2 icone in più sul desktop (e che lui farà finta di non vedere per non doversi chiedere "Da dove vengono" e non sapersi dare una risposta..). Quindi eccomi qua.

Ci siamo allora. Mancano meno di 24 ore. Tutto tranquillo qua dalle mie parti: giornata scivolata via velocemente, con sistemata ai capelli, manicure, massaggio rilassante (spero un giorno di riuscire a scrivere un post apposito, perchè è una esperienza veramente unica!), poi giri vari più per il viaggio che per domani.

Ora vado a farmi un giro al Chiosco per l'ultima bevuta da non-sposato.

Che dire di più? Non so, oggi non ho molto da dire, forse perchè la testa è occupata da altri pensieri..

E intanto il countdown a lato consuma i suoi ultimi attimi di utilità.. ah, un favore: domani io alle 16:30 non credo di potermi connettere. Chi mi dice cosa succede quando il contatore arriva a zero??

Saluti e.. un brindisi a tutti i miei (pochi) lettori!

June 30, 2007

APNEA

Due sere fa sono stato a casa di un mio amico - e che dopo quello che sto per scrivere capirete che è molto più di un amico - che desiderava darmi il suo regalo di compleanno.
Immaginavo che cosa fosse - un libro - perchè ultimamente mi regala solo di quelli, ma per fortuna ci prende sempre e mi regala titoli veramente belli. Allegato, come tradizione, c'era il biglietto. Che però questa volta era molto più di un biglietto: era una lettera.

Mi ha spiegato che quando è stato a comprare il regalo per il mio matrimonio, quelli della Comet gli hanno fatto "pressione" e quindi non ha potuto scrivere quello che aveva dentro e legato al grande passo che sto per fare. Quindi non era un biglietto di compleanno, ma il biglietto legato al matrimonio.

Siccome poi mi ha detto che c'era un 10% legato alla Francesca, allora gli ho detto che se era d'accordo lo avrei letto con lei, e lui ha accettato.

Sono poi uscito da casa sua e sono venuto qua a casa (ah, a proposito: questo è il primo post che scrivo da Ponte Pietra) per sistemare - per l'ennesima volta - le cose che abbiamo portato qua. Presi da questi lavori e dall'ansia di far tutto, ho dimenticato di prendere con me il biglietto dall'auto.

Il giorno dopo ero in ferie e nella pausa pranzo sono andato al mare a prendere un po' di sole (altrimenti il 7 luglio potevo fare la rappresentazione in carne ed ossa del film di animazione di Tim Burton "La sposa cadavere", ovviamente declinato al maschile..). Ero sotto al grattacielo a mangiare un rotolo di piadina e decido di leggere, da solo, la lettera.

Inizio a leggere e dopo poche righe la lettera parte con il ricordo di quando siamo diventati amici - lui in seconda ed io in prima media - poi prosegue con il consolidamento ai campi scuola organizzati dalla parrocchia, il tempo dei chirichetti durante la Messa, momento però in cui non perdevamo l'occasione di ridere per ogni stupidata, guadagnando occhiataccie di don Antonio (R.I.P., sei sempre con noi) e, soprattutto, le tirate di orecchie di Ranocc!

BUM!

Ho dovuto interrompere in fretta la lettura in fondo alla prima pagina (di 5) perchè stavo per scoppiare a piangere per la commozione. Non ce l'ho veramente fatta a continuare perchè non volevo far brutta figura con i commessi e gli altri presenti. Mi son detto "Va beh, stasera la leggo tutta con la Fra: almeno se piango, piango con lei e amen!".

Sono poi andato in spiaggia, mi sono steso, ma mi è tornata in mano la lettera, e da bravo curiosone come sono io, l'ho ricominciata a leggere. Ma in un modo particolare: avete presente quando dovete passare attraverso una zona in cui c'è un cattivo odore e prendete il respiro e poi state in apnea il più possibile, sperando che basti per tornare a respirare aria buona? Ecco, io ho letto la lettera in questo modo, in una sorta di apnea: scorrevo le righe velocemente, ma quanto basta per comprenderne il significato, con gli occhi che si gonfiavano sempre più, e più leggevo e più qualche goccia scendeva, traditrice. Fortunatamente (in questo caso solo però!) sono uno che al mare suda parecchio, e quindi l'ho mascherata facilmente con il sudore dovuto al caldo.

Sono arrivato alla fine che mi sentivo come in debito di ossigeno, proprio come quando uno non ha respirato per un po'. E mi sentivo scombussolato. Leggere tutte quelle cose belle scritte da una persona che sapevo teneva a me, ma che mai mi aveva scritto così tante cose, mai così a cuore aperto, mi ha destabilizzato.

Ho pensato alle tante cose brutte che mi hanno riferito e dette da persone che forse sarebbe bene pensassero per loro, a quanto mi hanno fatto star male. Poi ho pensato: ma chi se ne frega.

Perchè in quel determinato momento ero veramente felice. Perchè stavo provando quella felicità che solo un amico, ed uno solo, ti sa dare. E niente e nessuno poteva ed aveva il diritto di rovinarmi quel momento. Men che meno quel ridicolo gruppetto di presuntuosi.

Grazie Amico. Ci vediamo sabato.

June 28, 2007

WHEN I'M 64

When I get older losing my hair many years from now
Will you still be sending me a valentine,
Birthday greetings, bottle of wine?
If I'd been out til quarter to three would you lock the door?
Will you still need me, will you still feed me, when I'm sixty-four?
Oh, you'll be older too - Ah
And if you say the word, I could stay with you
I could be handy mending a fuse when your lights have gone
You can knit a sweater by the fireside,
Sunday mornings, go for a ride
Doing the garden, digging the weeds, who could ask for more?
Will you still need me, will you still feed me, when I'm sixty-four?
Every summer we could rent a cottage in the Isle of White,
If it's not too dear
We shall skrimp and save, grandchildren at your knees,
Vera, Chuck, and Dave
Send me a postcard, drop me a line stating point of view
Indicate precisely what you mean to say,
Yours sincerely, wasting away
Give me an answer, fill in a form, mine forevermore
Will you still need me, will you still feed me, when I'm sixty-four?


Ieri era il mio compleanno, e non so perchè mi è venuta in mente questa canzone, scritta da Paul McCartney nel '66. E' considerata una canzone d'amore, in quanto rivolge tutta una serie di domande alla compagna in cui le chiede - sostanzialmente - se quando avrà 64 anni lei farà ancora le cose che fa per lui ora (che al tempo della scrittura di anni ne aveva 24).

Il caso vuole che io ieri abbia compiuto 32 anni, esattamente la metà di 64.

A parte questa parentesi, tante sono state le manifestazione di affetto ricevute via SMS, e per le quali voglio veramente dire GRAZIE di cuore. E devo dire che un buon 90% conteneva una delle seguenti frasi:

- l'ultimo compleanno da single;
- compleanno passato in secondo piano per i preparativi del matrimonio;
- tanti auguri al futuro sposo/sposino/marito/maritino.

E come l'ho passato? Mattina in ufficio, pomeriggio a Bologna con l'indiano, Mr. Ajay Mehta, proprietario di una industria petrolchimica in India. In sostanza, un uomo povero, molto povero, con un figlio di 19 anni che studia a Boston in una scuola esclusivamente per figli di imprenditori (e che attualmente è a Londra a fare un corso alla London School of Economics..), mentre la figlia di 21 anni (che, mentre lui lavorava, era con la madre a Capri) sta prendendo due lauree (perchè prenderne solo una quando puoi prenderne due?) a Philadelphia: una in ingegneria (e me lo ha detto come per dire "Va beh, è normale che mia figlia prenda una laurea in ingegneria e quindi non conta..") e l'altra in bbbbbbbbbbbiotecnologie (le numerose "b" iniziali sono dovute al fatto che il tizio balbettava, e ogni tanto si "puntava" su qualche lettera. Per esempio, quando gli chiedi dove vive, lui risponde - e lo ha fatto 3 volte su 3 - "I live in Pppppppppune").

La sera - con un mal di testa micidiale dovuto all'aria condizionata sparata a tirombella perchè l'indiano in macchina aveva caldo - sono passato a fare gli auguri al Lido (mio amico che compie gli anni il mio stesso giorno, e con il quale sono 20 anni che festeggio il 27 giugno..), quest'anno orfano della nostra festa. E poi una deliziosa tagliatella al ragù bianco di coniglie e porcini al Castello.

Giornata quindi molto tranquilla, ma del resto l'attenzione è tutta rivolta al 7-7. Che si avvicina..

June 25, 2007

CESENA IS BURNING!

"Hanno chiuso la Capannina. Peccato perchè ci si stava proprio comodi, era dietro l'angolo e trovare parcheggio era una cazzata.".

Vi chiederete forse il perchè di questo strano titolo. Voglio fare ancora, nel piccolo del mio blog, i complimenti al genio che si è inventato la versione cesenate di "Milano is burning", e che - giustamente - ha intitolato "Cesena is burning".

Per chi fosse nuovo a questo trend che si è sviluppato nelle ultime settimane, si tratta di un video in cui vengono riportate una serie di frasi fatte dalle ragazze cesenati di oggi e che ne descrivono un po' quella che è la loro "visione del mondo". Spero che nessuna lettrice si ritrovi in questo video, purtroppo però terribilmente veritiero!!

E mi raccomando: votate e lasciate un commento sul YouTube all'indirizzo del creatore di questa piccola opera di televisione verità. Non lo sapevamo, ma a Cesena abbiamo un genio!

Buona visione!

DI NUOVO CESENATE!

<------ Lamù, ovvero: chi c'era sa!

---------------------------------------------------------

Dopo il periodo 1978-1994 - in cui da Ferrara mi spostai nella ridente Diegaro di Cesena - da questa mattina ho ufficialmente il diritto di dire che sono nuovamente residente a Cesena. Si è infatti presentato al mio nuovo domicilio l'amico Vigile alle 07:40, si è fatto un bel giro della casa, mi ha fatto qualche domanda e mi ha detto "D'ora in poi tu e la tua ragazza potete dichiarare che risiedete qua".

Abbandono quindi dopo 13 anni Fratta Terme ed il Comune di Bertinoro, con i suoi agi (zero file in comune a qualsiasi ora del giorno, per esempio..) e con i suoi disagi (stanno per rilanciare il turismo termale con la riapertura delle Terme ma non c'è ancora la connessione ADSL..).

Si volta quindi ufficialmente pagina.

In questi giorni di assenza dal blog sono successe tante cose, di cui però non ho fatto in tempo a scrivere: ho dormito 5 giorni nella casa nuova (però senza la Fra), ricostruendo quello che era e sarà il mio ambiente, con i miei cd, i miei libri, il mio computer e tutte le altre cose che da ora in poi però saranno (o almeno spero) anche della Fra.

C'è poi stato il weekend a Desenzano del Garda organizzato da alcuni amici per festeggiare il mio addio al celibato, che però mi ero raccomandato - e così è stato - fosse molto "anonimo", perchè volevo che fosse vissuta come un'uscita insieme piuttosto che come la "mia" festa.

Di questo poi vi racconterò (spero) più avanti.

A presto.

June 15, 2007

PUNKABBESTIA!




<--- i miei compagni di vita di queste settimane

------------------------------------------------------------------

Ieri è stato il giorno del trasloco dei mobili della mia camera nella nuova sede di Pont d'la Preda.

Ho vissuto per circa 10 ore nella polvere, talmente densa da essersi solidificata. Dietro, sotto e sopra ai mobili che man mano venivano svuotati uscivano fuori dei "gatti" di polvere talmente grandi che mancava solo iniziassero a miagolare..

Mentre i facchini smontavano i mobili e liberavano pareti rimaste occupate ininterrottamente per 13 anni, venivano alla luce oggetti che mi erano caduti dietro alle librerie o all'armadio in questi anni: batterie, biglietti di auguri, viti e quant'altro. E nel fare queste piccole scoperte, questi ritrovamenti, ho pensato all'emozione che devono provare gli archeologi nel momento in cui dalla sabbia esce fuori un anfora, dalla terra un pezzo di colonna romana.. certo un biglietto di auguri non è la stele di Rosetta o il codice di Hammurabi, ma fatte le dovute proporzioni l'emozione può essere la medesima..

Ora il problema sarà quello di far stare quanta più roba possibile nei mobili che ho portato là, senza però portare da subito l'infrastruttura al rischio di collasso! Vedremo..

Per il resto ora vivo con un letto, un comodino, una sedia come appendiabiti, il pc appoggiato per terra, lo stereo idem, 3 cassetti poggiati a terra con gli indumenti intimi, le t-shirt e qualche maglioncino estivo ed uno scatolone alto (esattamente come quello in fotografia) che funge da armadio, con le camicie ed i calzoni appesi. In più altre cose sul pavimento che aspettano di essere inscatolate, scotchate e trasportate nella nuova residenza.

Vivo quindi in maniera precaria, come i punkabbestia (un punkabbestia di lusso, certo, ma sempre precario come un punkabbestia). Mi mancano solo il cane con la bandana al posto del collare e il pentolino per gli spicci..

June 12, 2007

FACCIAMO IL PUNTO

Questo pomeriggio (come del resto tutti quelli di queste ultime settimane) non passa più..

Sarà che oggi sono scoglionato, sarà che sono sempre stanco nonostante la notte dorma abbastanza, sarà che c'è un po' di grigiore in cielo, sarà.. boh, fatto sta che ce ne ho veramente per il cavolo di far qualcosa.

Oltretutto ho sempre in testa le mille cose che sono rimaste da fare (non fai in tempo a depennarne due o tre che - come in PANG, il videogioco in cui dovevi far scoppiare le palle rosse - te ne saltano fuori altre 6!): la chiesa-i fiori-i tavoli-il trasloco-i canti-le letture..

Gli artigiani che fanno i loro comodi, ti dicono che vengono, poi non vengono e non si fanno trovare, poi ti rispondono e ti fanno la voce da amiconi.. ma che vadano nel casino! Per due mezzi lavori devi aspettare un mese..

E poi devi contattare il prete, e il prete non si trova, poi lo trovi e non ti dice niente di quello che vorresti sapere. E devi fare da solo: scegli le letture, il salmo, il vangelo, cosa scrivere nel libretto..

E vuoi sistemare con il luogo del post-cerimonia, così puoi predisporre i tavoli. E invece di darti risposte, ti fanno domande: "Da quanto li vuoi i tavoli? Da 8-10? Oppure ne ho alcuni da 12-14. Però quanto sarebbe bello se hai gruppi numerosi metterli tutti attorno allo stesso tavolo, di quelli imperiali che tengono un treno di persone? Dai, torna un pomeriggio che ci guardiamo.". Ma vai nel casino anche te! Io che voglio CHIUDERE e tu che mi lasci non solo in sospeso, ma con il dubbio "Tavolo tondo o tavolo imperiale??".

E poi devo sistemare tutta la mia roba, perchè giovedì vengono i facchini a smontarmi la camera. Non si sa come vivrò le prossime tre settimane, visto che rimarrà solo un letto a casa mia: niente armadio, niente comodino, niente scrivania, niente PC.. boh, qualche cosa mi inventerò.

Troppa roba. Troppo stress.

Non ci sto più dentro.

June 08, 2007

L'OFT - Premessa

Ieri sera sono stato complice ed a mia volta protagonista di una bellissima festa a sorpresa che i colleghi della Fra le hanno organizzato al L'OFT di Cesenatico, appunto.

Ma ora purtroppo non ho tempo per scrivere di questo, ma mi riprometto di farlo nei prossimi giorni, perchè è stato bellissimo come "regalo" alla Fra ed emozionantissimo anche per me, che non solo ero teso per paura di tradirmi e farle capire qualcosa prima del tempo, ma che ad un certo punto - al grido di "Evviva gli sposi!" - mi ha fatto rendere ancora più conto di cosa mi aspetta tra meno di 28 giorni, come indica il mio professionalissimo "countdown".

Questo breve post mi servirà da memorandum.

Bye.

MADDAIII!!!!

Tranquilli, non parlerò di Giampiero Mughini, nè di calcio.

Ho usato quella espressione resa celebre dall'opinionista di CONTROCAMPO perchè nella giornata di oggi credo sia stata utilizzata da persone diverse ma per lo stesso motivo.


Primo atto
"MADDAIII!!". Così si deve essere espresso il vigile urbano che questa mattina si è presentato nella nostra nuova casa per verificare se effettivamente risiedevamo lì ed ha visto in che condizioni era: nylon sul divano ed alle pareti per evitare che i facchini le rovinino quando portano la seconda ondata di mobili, forno della cucina appoggiato nello studio in attesa che l'elettricista venga a fare i collegamenti, niente tavolo, niente sedie.
E non ha neanche avuto bisogno di salire alla zona notte. Altro che materasso!!
Big Luciano ha cercato di spiegare la situazione, dicendo che proprio oggi doveva arrivare il materasso, ma la situazione era irrecuperabile.
Talmente irrecuperabile che il vigile non ha chiuso un occhio: gli ha chiusi entrambi, si è messo una mano sul cuore (e l'altra da un'altra parte, così, per scaramanzia..) e ci ha dato un vero e proprio ultimatum: "Io vado in ferie fino al 20. Poi torno. Se non vedo piatti sporchi nella lavastoviglie, dentifrici lasciati aperti sul lavabo e non sento anche una determinata puzza provenire dal bagno non vi dò la residenza e vi faccio rifare tutte le pratiche".

Secondo atto
(Trillo di cellulare)
"Pronto?"
"Ciao Franci, sono la Fra."
"Ciao. Dimmi pure.."
"Il vigile è andato a casa.."
"MADDAIII!! Che sfiga.. e cosa gli ha detto Big Luciano?"
"Ah gli ha spiegato che...". Il resto lo sapete.

Comunque, a parte questa sfiga (che a questo punto ci permette però di fare le cose con calma e in maniera più ragionata), il materasso è arrivato oggi pomeriggio, in questo momento dovrebbero stare montando lo specchio nel bagno grande, la pioggia deve aver dissetato le piante (a cui oggi ho dato ulteriore terra in cui mettere radici..) e Big Luciano deve aver montato gli attaccapanni nel sottoscala.

E questa sera mi aspetta un bel lavoro: iniziare a "sbaraccare" tutta la mia camera, poichè giovedì arrivano i facchini e, veramente, si chiude per me una fase della vita durata 12 anni e mezzo: la mia camera storica di Fratta viene smantellata e distribuita su due stanze a Ponte Pietra.

La domanda a questo punto è: dove metterò tutti i miei cd?
Dove i miei aerei?
Dove le mie automobili?
Dove i poster con le chitarre?

Mi aspettano giorni di dure battaglie..

June 07, 2007

- 30

Non è la temperatura registrata sull'Altopiano di Asiago, ma i giorni che mancano al 7-7-7.

La tensione lentamente sale. Oltretutto, visto che non eravamo già abbastanza preoccupati per le cose da fare, ieri ci siamo anche messi in un ulteriore problema: la residenza.

Presi da uno strano impeto di efficienza, siamo andati di buon ora in Comune per chiedere il cambio. Tutto fatto ed in breve tempo, ma con un dettaglio non da poco: da ieri pomeriggio i vigili sono autorizzati a verificare che siamo effettivamente residenti lì!

Il problema è che non abbiamo ancora il materasso (ed è la mancanza più evidente delle mille altre che vi sono..)!! Va bene che i gusti sono gusti, ma dubito che riusciremo a convincere il vigile che a noi piace dormire sulle doghe di legno..

Domani se tutto va bene comunque ci portano anche il materasso, e da quel momento anche Francesca potrà essere più serena, e dedicarsi con tutta se stessa alle altre innumerevoli ansie che ha.

Ieri invece siamo andati a Villa Prati con Franco per fissare le ultime cose. Come dicevo ieri sera non appena siamo usciti, non vedo l'ora che anche quella cosa sia finita: e come vuoi i tavoli, e da quanti sono, e i fiori li devono portare alla tal ora, la torta alla tal altra, i confetti il giorno prima, la lista degli invitati al venerdì.. aaaarrrggghhhh!!!! Mi scoppia la testa!!!

Ora torno a lavorare, che almeno non ci penso!!

P.S.: se vi capita, date un'occhiata alle foto sulla sinistra. Potreste esserci anche voi. Mi spiace che i commenti che ho scritto siano in inglese, ma è un inglese molto semplice e di facile comprensione. E potete anche in quel caso lasciare commenti alle singole foto. Per esempio, qualcuno ha trovato "hilarious" la foto dell'Uomo sul cavallo a dondolo!!
Quelle sono le prime che ho inserito ma nei prossimi giorni ho intenzione di inserirne altre. CIAO!

June 06, 2007

UNA GIORNATA UGGIOSA


"..Ma che colore ha una giornata uggiosa,
Ma che sapore ha una vita mal spesa.."
(L. Battisti)

Certo che con un tempo così è veramente dura fare qualsiasi cosa, in particolar modo lavorare..

Tuttavia è necessario farlo. Cercherò di trovare stimoli e motivazioni ascoltando un po' di musica mentre seleziono le mie tecnologie da proporre alle aziende..

"Wasted little DJ's" dei THE VIEW dovrebbe darmi sufficiente carica (spero..).

(E intanto spero sempre che mi chiamino per dirmi che mi consegnano il materasso..)

BACK FROM THE DARK

Ebbene si, ci riprovo.

Dopo un anno e mezzo di silenzio voglio riprendere in mano il mio blog. A cui ho cambiato l'indirizzo internet: non più "prince-of-fratta" ma "casa-beccari". Oggi ho infatti chiesto il cambio di residenza, da Fratta Terme a Cesena. Quindi anche il blog richiedeva tale aggiornamento.

Inoltre ho aggiunto la descrizione del blog (senza però cambiarne il titolo, che era e rimane bellissimo, come la canzone da cui è preso): della mia nuova vita casalinga. Siamo infatti esattamente a 31 giorni dal 7-7-7, l'inizio della mia vita coniugale.

Sia io che Francesca siamo emozionati e con tanti pensieri per la testa, in quanto entrambi totalmente "impediti" di fronte alle faccende domestiche (si tenga conto che domenica ci abbiamo messo un pomeriggio per pulire una - dico una - terrazza. Va be' che era molto sporca, ma un pomeriggio è veramente eccessivo..) e di gestione casalinga.

Tuttavia, come le ripeto sempre, vivremo come degli zingari (appunto, "like a rolling stone"!!) per un po'. Poi, presi dalla disperazione (e prima che i vicini chiamino l'ufficio igiene e la derattizzazione), ci faremo da una parte ed affronteremo le diverse situazioni che ci si pareranno davanti, dal cambio degli armadi alle pulizie di primavera, dal far la lavatrice (facendo meno vittime possibili) allo stirare (facendo anche lì meno vittime possibili..).

E così si ri-inizia a scrivere e - tra un po' (ma per il Comune lo stiamo facendo già da mo'..) - si ri-inizia a vivere una nuova avventura.

Spero di poter sempre annotare su questo diario digitale - e spero che lo stesso faccia Francesca, ma ne dubito molto - ciò che succederà tra le pareti della nostra casa.