October 31, 2008

I FIGLI SO' PIEZZ' 'E CORE!!






<-- L'oggetto del contendere..

Dopo due post seri ed avvicinandosi il weekend, ecco che mi prendo un attimo di sosta e stacco il cervello, dedicando questo breve spazio a due fenomeni: le micro-car ed il genere neo-melodico, il cui capostipite più famoso è Gigi D'Alessio.

Il quale nella sua Napoli ha fatto proseliti, come Rosario Miraggio, che con una abile mossa ha unito in un solo colpo le micro-car ed un ritornello dal "tiro" irresistibile e che una volta che vi entra in testa "nun esce cchiù"!!

Quindi ecco a voi Rosario Miraggio ne "La macchina 50".

Osservate la protagonista all'inizio del video: una volta che la vedrete sorridere vi sarete innamorati di lei!

Buon weekend a tutti!





Per i più curiosi, ecco il testo:

E' una settimana ke non mangi perke
stai incazzata nera e niente chiù vu o sapè
pait t domand ma ch tien nene
e tu p dispiet nun c'puort ho cafè

era una sorpresa ma tu nun sai aspetta
mamt ta rit te le iut ha catta
ora sul tuo viso torna gia il sorriso
scin cho piggiam a lo spetta

tuo padre finalmente la comprata
la macchina 50 profumata
e tu stasera tutta priparat
na fol rind a machin e fizzat
vai camminan for marglin
sfut e vagliun cop e motorin
stai chien r'ossarchiot e topolin
ho sterii ad alta vocie pe canta!!!!!
la macchina 50 che figata
e nel qartiere tu 6 gia una star!!!

al volante fai paur nun sai guida
chesti curv a cient allor nun e puo fà
dietro le tue amiche gridano pentite
mamma mi chi c'è la fat fa..

tuo padre ma che guaio chà cumbinat
la macchina 50 t'accatat
e tu stasera tutta priparat
na fol rind a machin e fzzat
vai camminan for marglin
sfut e vagliun cop e motorin
stai chien r'ossarchiot e topolin
ho sterii ad alta vocie pe canta!!!!!
la macchina 50 che figata
e nel qartiere tu 6 gia una star!!!
vai camminan for marglin
sfut e vagliun cop e motorin
stai chien r'ossarchiot e topolin
ho sterii ad alta vocie pe canta!!!!!
la macchina 50 che figata
e nel qartiere tu 6 gia una star!!!

October 30, 2008

LA POLVERIERA



<-- Io non sarei così contento..

Così siamo arrivati alla fine di questa settimana a Terni (la settimana ternana.. per fare la rima..). Oramai parlo come loro (una sorta di romano versione light) senza però conoscere nulla della loro città, eccetto due ristoranti, un hotel ed un bar.

Questa settimana ho veramente imparato un sacco, sia dal punto di vista della "gestione dei flussi" di lavoro (la mappa del flusso di valore è uno strumento eccezionale nell'evidenziare gli sprechi, le perdite di tempo, le attività a valore zero per il cliente..) che dal punto di vista delle autorizzazioni per certi tipi di attività.

Ma sicuramente la cosa che ho potuto ri-verificare è che ogni posto di lavoro è una piccola polveriera, soprattutto quando quelle acque calme e placide rappresentate dal lavorare quotidiano cominciano ad essere smosse. Quando poi per farlo arrivano soggetti esterni (chi sei? che vuoi? qual'è il tuo vero obiettivo?) e partecipano anche colleghi di altre aree (che volete? non verrete a giudicarmi? proprio voi poi?) è come mettere l'innesco in una bomba!

Dopo 4 giorni di lavoro intenso è arrivata la - forse fisiologica - esplosione del conflitto: i nervi scoperti sono stati toccati, qualche velo di ipocrisia (neanche troppo velata) è caduto e le tensioni si sono palesate.

Non che sia successo chissà che, anzi, probabilmente domani sarà tutto risolto, ma - come condividevo con il mio collega a cena - questo lavoro (e lui lo sa meglio di me) è bello proprio per questo: non perchè la gente si scanni ovviamente, ma perchè c'è sempre una sorta di canovaccio uguale per tutti (la calma apparente, i sorrisi finti, i primi attriti, lo stress dovuto alla pressione che viene fatta per portarli a cambiare, l'esplosione delle tensioni) che però le singole persone contribuiscono poi a personalizzare in maniera assolutamente originale ed ogni volta diversa.

Ho come l'impressione che le persone siano come colori disposti su una tavolozza: sembrano raggruppabili ma se vai a guardare bene, non troverai mai un colore uguale all'altro, ma tante sfumature dello stesso colore. Una sorta di scala cromatica dalle sfumature infinitesimali.

Sono perciò contento perchè stare con le persone, conoscerle, guardarle, studiare i loro comportamenti mi piace moltissimo, e questo lavoro mi dà l'occasione per farlo.

Certo, non a poco prezzo: vi ho già parlato sopra del cambiamento che questo ha portato nella mia vita. Aggiungerei a questo il fatto che credo di aver lavorato in questa settimana più tempo di quanto lavorassi in un mese a Centuria (e intendo lavorassi IO, non in generale)!!

But that's life. And - fortunately - I like it.

Ciao e alla prossima.

October 28, 2008

CHANGE



<-- Un altro che di cambiamenti se ne intende..

Tema di questo post è il cambiamento. Già, il cambiamento, il modificare (attivamente o passivamente, quando il cambiamento lo si subisce) una serie di aspetti della propria vita.

Il cambiamento è uno dei processi più difficili da attuare perchè va a scontrarsi con tutta una gamma di abitudini, riti, atteggiamenti mentali talmente radicati in noi da risultare muri insormontabili, a meno di grossi sacrifici. Tant'è che, quando si deve fare un cambiamento radicale, spesso culturale, si parla di "breakthrough", che significa letteralmente "passare attraverso". Passare attraverso un muro.

Il motivo per cui parlo di "change" è che, dopo 5 anni e mezzo a Centuria, ho deciso di cambiare lavoro. E devo dire che l'impatto è stato durissimo, almeno in prima battuta. Sono passato da una piccola realtà che potremmo definire "familiare", in cui eravamo in pochi a fare tanto e di tutto, ad un "colosso" di più di 1000 persone, con diverse divisioni, una struttura con ruoli ben definiti ecc...

Ma la cosa più dura è stato il dover cambiare le persone con cui relazionarmi: ho lasciato i miei Dario, Loretta, Chiara, Sandra e, nel bene e nel male, Sandro (più altri che non voglio perdere tempo a nominare), persone che conoscevo a menadito, per un gruppo molto più folto di persone tutte da conoscere, decifrare, imparare a gestire ed alle quali farmi conoscere e, soprattutto, sperare di piacere per quello che sono, non per quello che vogliono che sia o che più mi fa comodo essere (come faceva qualcuno nel precedente lavoro).

Durissimo, anche se le persone si sono mostrate subito gentilissime, disponibili e molto alla mano (si, lo so, anche i dirimpettai lo erano, ma noi incrociamo le dita..) e sicuramente fisiologico di ogni processo di inserimento in un nuovo gruppo. Preciso poi che il picco della difficoltà è arrivato il secondo giorno.. non la seconda settimana o il secondo mese. Quindi direi che forse sono più mie pugn***e che problemi seri..

A questo si è aggiunto un ulteriore cambiamento: lavoro lontano da casa, mi ci vogliono 40 minuti per andare al lavoro, dove devo essere alle 8.30. Prima ci mettevo 6 minuti ed entravo per le 9.00 (anche se poi arrivavo sempre alle 9.15). Ora la sveglia suona alle 7.00 e 45 minuti dopo al massimo devo essere in auto.

Comunque oggi, che scrivo da un hotel di Terni, dove sono arrivato ieri e dove rimarrò fino a venerdì (altro cambiamento: spesso lontano da casa..), sono contento, molto contento di questo cambiamento: sto imparando molto, sto vedendo strumenti eccezionali che monitorano cosa non va nelle organizzazioni e che vengono utilizzati per individuare dove andare a fare.. un cambiamento!!

Qundi il cambiamento sta diventando il leit-motiv della mia vita. Come diceva Fabri Fibra "cambio lavoro, cambio casa, cambio f...".. no, quella non voglio cambiarla assolutamente! Anche perchè se non c'era lei il cambiamento sarebbe stato ancora più duro!!

Ora vi saluto, che domani si torna in Provincia a lottare contro le inefficienze!!

Vi lascio con un po' di canzoni a tema, le prime che mi vengono in mente:

"A change is gonna come" - Sam Cooke

"Change" - Tears for fears

"Change" - David Bowie

"Cambio" - Negrita

"I can change" - John Legend

..e chi più ne ha più ne metta.

Baci.