November 09, 2008
November 04, 2008
A CHANGE IS GONNA COME?

<-- Qualcuno che nel cambiamento già ci sperava..
I was born by the river in a little tent
Oh and just like the river I've been running ever since
It's been a long, a long time coming
But I know a change gonna come, oh yes it will
It's been too hard living but I'm afraid to die
Cause I don't know what's up there beyond the sky
It's been a long, a long time coming
But I know a change gonna come, oh yes it will
I go to the movie and I go downtown
Somebody keep telling me don't hang around
It's been a long, a long time coming
But I know a change gonna come, oh yes it will
Then I go to my brother
And I say brother help me please
But he winds up knocking me
Back down on my knees
Ohhhhhhhhh.....
There been times that I thought I couldn't last for long
But now I think I'm able to carry on
It's been a long, a long time coming
But I know a change gonna come, oh yes it will
(Sono nato vicino al fiume, in una piccola tenda
E sin dall’inizio ho corso, come il fiume
Ci vorrà forse tanto, tanto tempo
Ma lo so che un cambiamento arriverà, lo so che arriverà
La vita è difficile, ma ho paura di morire
Perché non so cosa ci sia lassù, oltre il cielo
Ci vorrà forse tanto, tanto tempo
Ma lo so che un cambiamento arriverà, lo so che arriverà
Vado al cinema e vado in centro
E qualcuno mi dice “Non bighellonare in giro!”
Ci vorrà forse tanto, tanto tempo
Ma lo so che un cambiamento arriverà, lo so che arriverà
E allora vado un fratello
E dico lui “Fratello, aiutami”
Ma lui se ne va lasciandomi
Giù, in ginocchio
Ohhh….
Ci sono stati momenti in cui credevo che non avrei resistito a lungo
Ma ora so di riuscire ad andare avanti
Ci vorrà forse tanto, tanto tempo
Ma lo so che un cambiamento arriverà, lo so che arriverà)
October 31, 2008
I FIGLI SO' PIEZZ' 'E CORE!!

<-- L'oggetto del contendere..
Dopo due post seri ed avvicinandosi il weekend, ecco che mi prendo un attimo di sosta e stacco il cervello, dedicando questo breve spazio a due fenomeni: le micro-car ed il genere neo-melodico, il cui capostipite più famoso è Gigi D'Alessio.
Il quale nella sua Napoli ha fatto proseliti, come Rosario Miraggio, che con una abile mossa ha unito in un solo colpo le micro-car ed un ritornello dal "tiro" irresistibile e che una volta che vi entra in testa "nun esce cchiù"!!
Quindi ecco a voi Rosario Miraggio ne "La macchina 50".
Osservate la protagonista all'inizio del video: una volta che la vedrete sorridere vi sarete innamorati di lei!
Buon weekend a tutti!
Per i più curiosi, ecco il testo:
E' una settimana ke non mangi perke
stai incazzata nera e niente chiù vu o sapè
pait t domand ma ch tien nene
e tu p dispiet nun c'puort ho cafè
era una sorpresa ma tu nun sai aspetta
mamt ta rit te le iut ha catta
ora sul tuo viso torna gia il sorriso
scin cho piggiam a lo spetta
tuo padre finalmente la comprata
la macchina 50 profumata
e tu stasera tutta priparat
na fol rind a machin e fizzat
vai camminan for marglin
sfut e vagliun cop e motorin
stai chien r'ossarchiot e topolin
ho sterii ad alta vocie pe canta!!!!!
la macchina 50 che figata
e nel qartiere tu 6 gia una star!!!
al volante fai paur nun sai guida
chesti curv a cient allor nun e puo fà
dietro le tue amiche gridano pentite
mamma mi chi c'è la fat fa..
tuo padre ma che guaio chà cumbinat
la macchina 50 t'accatat
e tu stasera tutta priparat
na fol rind a machin e fzzat
vai camminan for marglin
sfut e vagliun cop e motorin
stai chien r'ossarchiot e topolin
ho sterii ad alta vocie pe canta!!!!!
la macchina 50 che figata
e nel qartiere tu 6 gia una star!!!
vai camminan for marglin
sfut e vagliun cop e motorin
stai chien r'ossarchiot e topolin
ho sterii ad alta vocie pe canta!!!!!
la macchina 50 che figata
e nel qartiere tu 6 gia una star!!!
October 30, 2008
LA POLVERIERA

<-- Io non sarei così contento..
Così siamo arrivati alla fine di questa settimana a Terni (la settimana ternana.. per fare la rima..). Oramai parlo come loro (una sorta di romano versione light) senza però conoscere nulla della loro città, eccetto due ristoranti, un hotel ed un bar.
Questa settimana ho veramente imparato un sacco, sia dal punto di vista della "gestione dei flussi" di lavoro (la mappa del flusso di valore è uno strumento eccezionale nell'evidenziare gli sprechi, le perdite di tempo, le attività a valore zero per il cliente..) che dal punto di vista delle autorizzazioni per certi tipi di attività.
Ma sicuramente la cosa che ho potuto ri-verificare è che ogni posto di lavoro è una piccola polveriera, soprattutto quando quelle acque calme e placide rappresentate dal lavorare quotidiano cominciano ad essere smosse. Quando poi per farlo arrivano soggetti esterni (chi sei? che vuoi? qual'è il tuo vero obiettivo?) e partecipano anche colleghi di altre aree (che volete? non verrete a giudicarmi? proprio voi poi?) è come mettere l'innesco in una bomba!
Dopo 4 giorni di lavoro intenso è arrivata la - forse fisiologica - esplosione del conflitto: i nervi scoperti sono stati toccati, qualche velo di ipocrisia (neanche troppo velata) è caduto e le tensioni si sono palesate.
Non che sia successo chissà che, anzi, probabilmente domani sarà tutto risolto, ma - come condividevo con il mio collega a cena - questo lavoro (e lui lo sa meglio di me) è bello proprio per questo: non perchè la gente si scanni ovviamente, ma perchè c'è sempre una sorta di canovaccio uguale per tutti (la calma apparente, i sorrisi finti, i primi attriti, lo stress dovuto alla pressione che viene fatta per portarli a cambiare, l'esplosione delle tensioni) che però le singole persone contribuiscono poi a personalizzare in maniera assolutamente originale ed ogni volta diversa.
Ho come l'impressione che le persone siano come colori disposti su una tavolozza: sembrano raggruppabili ma se vai a guardare bene, non troverai mai un colore uguale all'altro, ma tante sfumature dello stesso colore. Una sorta di scala cromatica dalle sfumature infinitesimali.
Sono perciò contento perchè stare con le persone, conoscerle, guardarle, studiare i loro comportamenti mi piace moltissimo, e questo lavoro mi dà l'occasione per farlo.
Certo, non a poco prezzo: vi ho già parlato sopra del cambiamento che questo ha portato nella mia vita. Aggiungerei a questo il fatto che credo di aver lavorato in questa settimana più tempo di quanto lavorassi in un mese a Centuria (e intendo lavorassi IO, non in generale)!!
But that's life. And - fortunately - I like it.
Ciao e alla prossima.
October 28, 2008
CHANGE

<-- Un altro che di cambiamenti se ne intende..
Tema di questo post è il cambiamento. Già, il cambiamento, il modificare (attivamente o passivamente, quando il cambiamento lo si subisce) una serie di aspetti della propria vita.
Il cambiamento è uno dei processi più difficili da attuare perchè va a scontrarsi con tutta una gamma di abitudini, riti, atteggiamenti mentali talmente radicati in noi da risultare muri insormontabili, a meno di grossi sacrifici. Tant'è che, quando si deve fare un cambiamento radicale, spesso culturale, si parla di "breakthrough", che significa letteralmente "passare attraverso". Passare attraverso un muro.
Il motivo per cui parlo di "change" è che, dopo 5 anni e mezzo a Centuria, ho deciso di cambiare lavoro. E devo dire che l'impatto è stato durissimo, almeno in prima battuta. Sono passato da una piccola realtà che potremmo definire "familiare", in cui eravamo in pochi a fare tanto e di tutto, ad un "colosso" di più di 1000 persone, con diverse divisioni, una struttura con ruoli ben definiti ecc...
Ma la cosa più dura è stato il dover cambiare le persone con cui relazionarmi: ho lasciato i miei Dario, Loretta, Chiara, Sandra e, nel bene e nel male, Sandro (più altri che non voglio perdere tempo a nominare), persone che conoscevo a menadito, per un gruppo molto più folto di persone tutte da conoscere, decifrare, imparare a gestire ed alle quali farmi conoscere e, soprattutto, sperare di piacere per quello che sono, non per quello che vogliono che sia o che più mi fa comodo essere (come faceva qualcuno nel precedente lavoro).
Durissimo, anche se le persone si sono mostrate subito gentilissime, disponibili e molto alla mano (si, lo so, anche i dirimpettai lo erano, ma noi incrociamo le dita..) e sicuramente fisiologico di ogni processo di inserimento in un nuovo gruppo. Preciso poi che il picco della difficoltà è arrivato il secondo giorno.. non la seconda settimana o il secondo mese. Quindi direi che forse sono più mie pugn***e che problemi seri..
A questo si è aggiunto un ulteriore cambiamento: lavoro lontano da casa, mi ci vogliono 40 minuti per andare al lavoro, dove devo essere alle 8.30. Prima ci mettevo 6 minuti ed entravo per le 9.00 (anche se poi arrivavo sempre alle 9.15). Ora la sveglia suona alle 7.00 e 45 minuti dopo al massimo devo essere in auto.
Comunque oggi, che scrivo da un hotel di Terni, dove sono arrivato ieri e dove rimarrò fino a venerdì (altro cambiamento: spesso lontano da casa..), sono contento, molto contento di questo cambiamento: sto imparando molto, sto vedendo strumenti eccezionali che monitorano cosa non va nelle organizzazioni e che vengono utilizzati per individuare dove andare a fare.. un cambiamento!!
Qundi il cambiamento sta diventando il leit-motiv della mia vita. Come diceva Fabri Fibra "cambio lavoro, cambio casa, cambio f...".. no, quella non voglio cambiarla assolutamente! Anche perchè se non c'era lei il cambiamento sarebbe stato ancora più duro!!
Ora vi saluto, che domani si torna in Provincia a lottare contro le inefficienze!!
Vi lascio con un po' di canzoni a tema, le prime che mi vengono in mente:
"A change is gonna come" - Sam Cooke
"Change" - Tears for fears
"Change" - David Bowie
"Cambio" - Negrita
"I can change" - John Legend
..e chi più ne ha più ne metta.
Baci.
September 15, 2008
GUITAR HERO

August 20, 2008
SERATONA..
February 29, 2008
JENNY & HEDVIG
<-- Le valchirie son tornate!!
La prima settimana di febbraio io e Francesca, come molti italiani hanno l'abitudine di fare, siamo stati a "svernare" all'estero.
Cuba? Thailandia? Mar Rosso? Maldive? Santo Domingo? Messico?
Macchè!! SVEZIA!!! Al fresco, con 4-5 gradi di temperatura media.
Il pretesto per questa fuga nel paese delle Volvo (l'IKEA è oramai un luogo comune scontato..) è stata la laurea delle due ragazze che a novembre erano venute qua da noi e di cui ho raccontato in precedenza.
In pratica sono andato a verificare che non andassero a parlare male non solo dell'Italia ma della nostra regione!! Ma direi che c'è stato ben poco da fare: a dispetto di noi italiani, che non sappiamo nè come si chiama il loro Re (si, c'è la monarchia, per chi non lo sapesse..) nè il loro primo ministro, loro di noi sanno molto.
Pure troppo.
Mi hanno chiesto, in sequenza: cosa è successo a Napoli che c'è tutta quella immondizia (è stata dura far capire ad uno scandinavo che in casa tiene i rifiuti separati in maniera precisissima che a Napoli non fanno la raccolta differenziata, ma soprattutto che quella immondizia non è saltata fuori all'improvviso bensì sono i TG che hanno iniziato a parlarne..), come ha fatto a cadere il governo Prodi (vagli a spiegare di Mastella..), se siamo pronti ad un nuovo Berlusconi (con conseguente risatina e/o sorriso di compassione..), come sta giocando Ibrahimovic (poco amato dal popolo scandinavo in quanto ha "volontariamente" disimparato lo svedese..).
A parte questa continua corsa ad ostacoli (ed è stata lunga, in quanto abbiamo incontrato tante persone curiose di sapere del nostro bel paese), la vacanza è stata veramente una esperienza indimenticabile: poco turistica e molto calata nella realtà locale.
La laurea da loro è una sorta di presentazione pubblica della tesi. Si, pubblica, poichè tutti possono non solo partecipare ma anche intervenire facendo domande e chiedendo chiarimenti. Dopo 40 minuti di descrizione del lavoro, si passa appunto alle domande, fatte da 2 studenti laureandi (e che lavoreranno su una tesi che prende spunto da quella), dal correlatore (il quale sente parlare per la prima volta di quel lavoro e quindi è stimolato a chiedere chiarimenti) e dal pubblico.
Ovviamente, poichè non sanno quali sono le domande che verranno fatte, già da quello si nota la differenza dal nostro sistema. Differenza che assume caratteri ancora più macroscopici alla fine: infatti non c'è la proclamazione! Finite le domande, la relatrice ringrazia per la partecipazione e augura a tutti una buona giornata. FINE.
Dopo questo momento, già di per sè abbastanza sorprendente, è arrivato quello ancora più surreale: siamo andati, la sera stessa, a cena dalla professoressa relatrice! Allora pensi "Mah, chissà cosa avrà fatto da mangiare, e soprattutto chissà per quanti poveretta..". E invece no! La cena era da preparare, ed ognuno ha fatto la sua parte: Jenny ha affettato pomodori e cipolle in abbondanza, assieme ad un po' di salmone e avocado, mentre Francesca ha tritato la pancetta (anzi, il bacon) per gli spaghetti alla carbonara fatti da Pietro, un ragazzo di Gambettola che lavora all'Università a Cesena e che ha collaborato con l'Università di Lund, anche lui ospite, assieme ad altre 7-8 persone di questa cena.
Si sono poi uniti a noi: il correlatore e la moglie, Hedvig, i fidanzati di Jenny ed Hedvig, un ragazzo dell'Ecuador che lavora all'Università di Lund, il marito della relatrice e un altro tizio che lavora alla Tetra-Pak di Lund (credo ex-compagno di Jenny ed Hedvig).
Tutti scalzi (solo io e Francesca non sapevamo di questa abitudine dei popoli scandinavi ed abbiamo tenuto le scarpe..) e soprattutto liberi di frugare nei cassetti per cercare gli attrezzi per fa da mangiare senza chiedere permesso e di cercare il bagno a caso, entrando di stanza in stanza. E tutti senza essere mai stati lì prima.
Veramente una esperienza incredibile, per certi versi assurda e soprattutto spiazzante, poichè nè io nè Francesca avevamo idea degli usi e costumi degli svedesi. Ma per la prossima volta faremo come ci ha detto Pietro: "la prima volta anche io ho tenuto le scarpe ai piedi perchè non lo sapevo, ma oggi... MI SONO COMPRATO I CALZINI NUOVI!!".
Adesso aspettiamo che le valchirie ridiscendano sulla Riviera come nei mitici anni '70. Ma con loro ci saranno anche i loro vichinghi Erik e Filip. Ed io che ho visto le loro dimensioni vi garantisco che è meglio stare alla larga..
February 28, 2008
6 MINUTI, SOLO 6 MINUTI

<-- La Secante (in nero)
Scomodo e modifico a mio piacere il testo di una famosa lagna dei Negramaro di Giuliano Sangiorgi (cantante che detesto perchè troppo montato, ma a cui riconosco indubbi meriti artistici. E comunque di cantanti pelati e che si chiamano Giuliano io preferisco solo il buon Palma..) perchè finalmente ha aperto quella benedetta strada (in senso assoluto: ci ha pensato ieri il Vescovo a farlo!) denominata Secante.
Nonostante le mille proroghe, le (sterili) polemiche dei giornali di destra (La Voce in primis, giornale con cui non mi pulirei neanche il sedere..), i 40 anni di ritardo oggi ho finalmente percorso il tratto che collega il mio ufficio (sbuca praticamente davanti) con casa mia (uscita Ponte Pietra :-) ). In sei minuti.
Ricordo quando io e Francesca non eravamo sposati e facevo anche due volte al giorno il tratto Fratta Terme-Ponte Pietra: 25-30 minuti all'andata, 20 minuti la sera tardi, quando non c'era un cane ed i semafori erano disattivati.. per 3 anni e mezzo sempre quella solfa, con la costante domanda "Ma quando ca**o apre sta strada??".
Poi ci siamo sposati ed il problema si è in parte risolto: rimaneva il dover fare quella strada tutti i giorni per andare a lavorare. Per fortuna è durata poco: appena 10 mesi (ma ricordo le folli ed incontrollate voci che dicevano "Apre a novembre" "No, apre per Natale!", "Ma va là, apre a fine gennaio", "Assolutamente no perchè è da rifare il tratto aperto 4 anni fa: si apre a fine febbraio. Forse".
Poi la bella notizia datami dai pannelli digitali posti sul Ponte Nuovo e al semaforo della via Emilia vicino al Derby: inaugurazione mercoledì 27 febbraio, ore 16 presso il Centro Montefiore.
AMEN.
Mi ricordo il primo tratto, finito a inizio anni '90: io e alcune delle facce che avete visto nella foto inserita nel post precedente lo percorrevamo in bicicletta, d'estate, quando andavamo a vedere i voti a fine anno scolastico (un'esperienza che, nel mio caso, potrei definire essere stata sempre molto.. adrenalinica!!) ed arrivati alla fine si dovevano scavalcare due enormi macigni in cemento armato messi come (efficace, non c'è che dire) divieto di accesso agli autoveicoli.
Quindi ben venga il nostro tunnel super-tecnologico (con annesso servizio al TG1 Economia di oggi!), unico (o eventualmente secondo) in Europa, con i suoi 40 anni di ritardo. 40 anni in cui abbiamo smadonnato in colonna davanti alla pasticceria Fagioli, visto nascere, crescere e decadere fino all'attuale agonia la pasticceria all'angolo di Viale Angeloni, installare 5 o 6 semafori sul tratto che va dalla VIFRA allo stadio. 40 anni in cui i residenti di quel tratto hanno respirato l'aria peggiore della città, visto il valore delle loro abitazioni decrescere, i muri diventare grigio-neri.
Speriamo solo che il Comune, ora, dopo 40 anni, trasformi seriamente quella parte di città nel "salotto buono" della città.
40 anni. 6 minuti. Ne è valsa la pena.
February 22, 2008
BRUTTA GENTE...
