November 09, 2008

Yes, we TAN!!!

November 04, 2008

A CHANGE IS GONNA COME?



<-- Qualcuno che nel cambiamento già ci sperava..








I was born by the river in a little tent
Oh and just like the river I've been running ever since
It's been a long, a long time coming
But I know a change gonna come, oh yes it will

It's been too hard living but I'm afraid to die
Cause I don't know what's up there beyond the sky
It's been a long, a long time coming
But I know a change gonna come, oh yes it will

I go to the movie and I go downtown
Somebody keep telling me don't hang around
It's been a long, a long time coming
But I know a change gonna come, oh yes it will

Then I go to my brother
And I say brother help me please
But he winds up knocking me
Back down on my knees

Ohhhhhhhhh.....

There been times that I thought I couldn't last for long
But now I think I'm able to carry on
It's been a long, a long time coming
But I know a change gonna come, oh yes it will


(Sono nato vicino al fiume, in una piccola tenda
E sin dall’inizio ho corso, come il fiume
Ci vorrà forse tanto, tanto tempo
Ma lo so che un cambiamento arriverà, lo so che arriverà

La vita è difficile, ma ho paura di morire
Perché non so cosa ci sia lassù, oltre il cielo
Ci vorrà forse tanto, tanto tempo
Ma lo so che un cambiamento arriverà, lo so che arriverà

Vado al cinema e vado in centro
E qualcuno mi dice “Non bighellonare in giro!”
Ci vorrà forse tanto, tanto tempo
Ma lo so che un cambiamento arriverà, lo so che arriverà

E allora vado un fratello
E dico lui “Fratello, aiutami”
Ma lui se ne va lasciandomi
Giù, in ginocchio

Ohhh….

Ci sono stati momenti in cui credevo che non avrei resistito a lungo
Ma ora so di riuscire ad andare avanti
Ci vorrà forse tanto, tanto tempo
Ma lo so che un cambiamento arriverà, lo so che arriverà)

October 31, 2008

I FIGLI SO' PIEZZ' 'E CORE!!






<-- L'oggetto del contendere..

Dopo due post seri ed avvicinandosi il weekend, ecco che mi prendo un attimo di sosta e stacco il cervello, dedicando questo breve spazio a due fenomeni: le micro-car ed il genere neo-melodico, il cui capostipite più famoso è Gigi D'Alessio.

Il quale nella sua Napoli ha fatto proseliti, come Rosario Miraggio, che con una abile mossa ha unito in un solo colpo le micro-car ed un ritornello dal "tiro" irresistibile e che una volta che vi entra in testa "nun esce cchiù"!!

Quindi ecco a voi Rosario Miraggio ne "La macchina 50".

Osservate la protagonista all'inizio del video: una volta che la vedrete sorridere vi sarete innamorati di lei!

Buon weekend a tutti!





Per i più curiosi, ecco il testo:

E' una settimana ke non mangi perke
stai incazzata nera e niente chiù vu o sapè
pait t domand ma ch tien nene
e tu p dispiet nun c'puort ho cafè

era una sorpresa ma tu nun sai aspetta
mamt ta rit te le iut ha catta
ora sul tuo viso torna gia il sorriso
scin cho piggiam a lo spetta

tuo padre finalmente la comprata
la macchina 50 profumata
e tu stasera tutta priparat
na fol rind a machin e fizzat
vai camminan for marglin
sfut e vagliun cop e motorin
stai chien r'ossarchiot e topolin
ho sterii ad alta vocie pe canta!!!!!
la macchina 50 che figata
e nel qartiere tu 6 gia una star!!!

al volante fai paur nun sai guida
chesti curv a cient allor nun e puo fà
dietro le tue amiche gridano pentite
mamma mi chi c'è la fat fa..

tuo padre ma che guaio chà cumbinat
la macchina 50 t'accatat
e tu stasera tutta priparat
na fol rind a machin e fzzat
vai camminan for marglin
sfut e vagliun cop e motorin
stai chien r'ossarchiot e topolin
ho sterii ad alta vocie pe canta!!!!!
la macchina 50 che figata
e nel qartiere tu 6 gia una star!!!
vai camminan for marglin
sfut e vagliun cop e motorin
stai chien r'ossarchiot e topolin
ho sterii ad alta vocie pe canta!!!!!
la macchina 50 che figata
e nel qartiere tu 6 gia una star!!!

October 30, 2008

LA POLVERIERA



<-- Io non sarei così contento..

Così siamo arrivati alla fine di questa settimana a Terni (la settimana ternana.. per fare la rima..). Oramai parlo come loro (una sorta di romano versione light) senza però conoscere nulla della loro città, eccetto due ristoranti, un hotel ed un bar.

Questa settimana ho veramente imparato un sacco, sia dal punto di vista della "gestione dei flussi" di lavoro (la mappa del flusso di valore è uno strumento eccezionale nell'evidenziare gli sprechi, le perdite di tempo, le attività a valore zero per il cliente..) che dal punto di vista delle autorizzazioni per certi tipi di attività.

Ma sicuramente la cosa che ho potuto ri-verificare è che ogni posto di lavoro è una piccola polveriera, soprattutto quando quelle acque calme e placide rappresentate dal lavorare quotidiano cominciano ad essere smosse. Quando poi per farlo arrivano soggetti esterni (chi sei? che vuoi? qual'è il tuo vero obiettivo?) e partecipano anche colleghi di altre aree (che volete? non verrete a giudicarmi? proprio voi poi?) è come mettere l'innesco in una bomba!

Dopo 4 giorni di lavoro intenso è arrivata la - forse fisiologica - esplosione del conflitto: i nervi scoperti sono stati toccati, qualche velo di ipocrisia (neanche troppo velata) è caduto e le tensioni si sono palesate.

Non che sia successo chissà che, anzi, probabilmente domani sarà tutto risolto, ma - come condividevo con il mio collega a cena - questo lavoro (e lui lo sa meglio di me) è bello proprio per questo: non perchè la gente si scanni ovviamente, ma perchè c'è sempre una sorta di canovaccio uguale per tutti (la calma apparente, i sorrisi finti, i primi attriti, lo stress dovuto alla pressione che viene fatta per portarli a cambiare, l'esplosione delle tensioni) che però le singole persone contribuiscono poi a personalizzare in maniera assolutamente originale ed ogni volta diversa.

Ho come l'impressione che le persone siano come colori disposti su una tavolozza: sembrano raggruppabili ma se vai a guardare bene, non troverai mai un colore uguale all'altro, ma tante sfumature dello stesso colore. Una sorta di scala cromatica dalle sfumature infinitesimali.

Sono perciò contento perchè stare con le persone, conoscerle, guardarle, studiare i loro comportamenti mi piace moltissimo, e questo lavoro mi dà l'occasione per farlo.

Certo, non a poco prezzo: vi ho già parlato sopra del cambiamento che questo ha portato nella mia vita. Aggiungerei a questo il fatto che credo di aver lavorato in questa settimana più tempo di quanto lavorassi in un mese a Centuria (e intendo lavorassi IO, non in generale)!!

But that's life. And - fortunately - I like it.

Ciao e alla prossima.

October 28, 2008

CHANGE



<-- Un altro che di cambiamenti se ne intende..

Tema di questo post è il cambiamento. Già, il cambiamento, il modificare (attivamente o passivamente, quando il cambiamento lo si subisce) una serie di aspetti della propria vita.

Il cambiamento è uno dei processi più difficili da attuare perchè va a scontrarsi con tutta una gamma di abitudini, riti, atteggiamenti mentali talmente radicati in noi da risultare muri insormontabili, a meno di grossi sacrifici. Tant'è che, quando si deve fare un cambiamento radicale, spesso culturale, si parla di "breakthrough", che significa letteralmente "passare attraverso". Passare attraverso un muro.

Il motivo per cui parlo di "change" è che, dopo 5 anni e mezzo a Centuria, ho deciso di cambiare lavoro. E devo dire che l'impatto è stato durissimo, almeno in prima battuta. Sono passato da una piccola realtà che potremmo definire "familiare", in cui eravamo in pochi a fare tanto e di tutto, ad un "colosso" di più di 1000 persone, con diverse divisioni, una struttura con ruoli ben definiti ecc...

Ma la cosa più dura è stato il dover cambiare le persone con cui relazionarmi: ho lasciato i miei Dario, Loretta, Chiara, Sandra e, nel bene e nel male, Sandro (più altri che non voglio perdere tempo a nominare), persone che conoscevo a menadito, per un gruppo molto più folto di persone tutte da conoscere, decifrare, imparare a gestire ed alle quali farmi conoscere e, soprattutto, sperare di piacere per quello che sono, non per quello che vogliono che sia o che più mi fa comodo essere (come faceva qualcuno nel precedente lavoro).

Durissimo, anche se le persone si sono mostrate subito gentilissime, disponibili e molto alla mano (si, lo so, anche i dirimpettai lo erano, ma noi incrociamo le dita..) e sicuramente fisiologico di ogni processo di inserimento in un nuovo gruppo. Preciso poi che il picco della difficoltà è arrivato il secondo giorno.. non la seconda settimana o il secondo mese. Quindi direi che forse sono più mie pugn***e che problemi seri..

A questo si è aggiunto un ulteriore cambiamento: lavoro lontano da casa, mi ci vogliono 40 minuti per andare al lavoro, dove devo essere alle 8.30. Prima ci mettevo 6 minuti ed entravo per le 9.00 (anche se poi arrivavo sempre alle 9.15). Ora la sveglia suona alle 7.00 e 45 minuti dopo al massimo devo essere in auto.

Comunque oggi, che scrivo da un hotel di Terni, dove sono arrivato ieri e dove rimarrò fino a venerdì (altro cambiamento: spesso lontano da casa..), sono contento, molto contento di questo cambiamento: sto imparando molto, sto vedendo strumenti eccezionali che monitorano cosa non va nelle organizzazioni e che vengono utilizzati per individuare dove andare a fare.. un cambiamento!!

Qundi il cambiamento sta diventando il leit-motiv della mia vita. Come diceva Fabri Fibra "cambio lavoro, cambio casa, cambio f...".. no, quella non voglio cambiarla assolutamente! Anche perchè se non c'era lei il cambiamento sarebbe stato ancora più duro!!

Ora vi saluto, che domani si torna in Provincia a lottare contro le inefficienze!!

Vi lascio con un po' di canzoni a tema, le prime che mi vengono in mente:

"A change is gonna come" - Sam Cooke

"Change" - Tears for fears

"Change" - David Bowie

"Cambio" - Negrita

"I can change" - John Legend

..e chi più ne ha più ne metta.

Baci.

September 15, 2008

GUITAR HERO









<-- ROCK!!!




Non ne avevo ancora parlato, forse perchè ho ancora una dignità (probabile), forse perchè non ne ho avuto voglia (ancora più probabile), ma questo è IL gioco per eccellenza per tutti gli amanti della musica rock e che hanno imitato i propri guitar hero suonando qualsiasi oggetto che potesse ricordare una chitarra: dalla riga da 60 cm. usata a scuola per educazione tecnica, alla scopa, dalla chitarrina in plastica rubata alla sorellina alla semplice riproduzione della "svisata" chitarristica nel vuoto (la famosa "air guitar", di cui esiste - come saprete - un mondiale ogni anno frequentato da tantissime persone).

Certo, certo, Guitar Hero 3 è già roba vecchia a confronto di cose ben più complesse come "Rock Band" (in cui oltre alla chitarra c'è spazio per batteria, basso e voce) o il nuovissimo "Guitar Hero 4: World Tour". Ma voglio accennare a questo per un semplice motivo: è l'unico che possiedo!!

Già, io mi distraggo di tanto in tanto prendendo una chitarra in plastica bianca, con un manico nero corredato di 5 pulsanti colorati, una leva del tremolo (la cosa che più si avvicina ad una chitarra vera) e la sua tracolla. L'attacco - anzichè ad un Marshall o ad un VOX valvolare - ad una semplicissima presa USB del pc e... rock on!!

Per un patito di musica come me, che possiede poster con le riproduzioni delle chitarre di celebri musicisti, ma che non sa suonare alcuno strumento se non il kazoo, questo è la Ferrari dei videogiochi musicali.

Per adesso sono fermo  al livello base, con 3 tasti. Ho provato anche il livello medio, ma per me già aggiungere un solo tasto è un casino.. mi limito perciò a perfezionare "Paranoid" dei Black Sabbath, a limitare i danni in "Welcome to the Jungle" dei Guns 'n' Roses e a cercare di fare zero errori in "Black Magic Woman" di Santana.

Ma a parte il gioco in se, credo che queste nuove esperienze ludiche abbiano un effetto secondario non da poco: aiutano i giovani a "scoprire" gruppi e canzoni che - forse - in altro modo non avrebbero neanche mai potuto ascoltare, talmente sono "datati" (in alcuni casi). 

E per il sottoscritto vale la stessa cosa. Mi piace sempre scovare qualche pezzo nuovo, di autori sconosciuti o anche di gruppi che già conosco ma solo in parte e devo dire che Guitar Hero 3 da quel punto di vista ha fatto un gran lavoro.

Mountain, Foghat, Eric Johnson, Stevie Ray Vaughan, un pezzo vecchio dei Metallica, uno dall'ultimo album dei Muse: questi sono solo alcuni dei brani che non conoscevo e di cui mi sono follemente innamorato (almeno fino a quando non mi capita tra le mani "Guitar Hero 4"..) e che vi consiglio di andarvi a cercare su YouTube, se non altro per curiosità.

Ma credo che il capolavoro assoluto sia il brano considerato più difficile ed inserito tra le bonus tracks del gioco: è un pezzo speed metal dei Dragon Force intitolato "Through the fire and flames". Chi si intende un minimo di musica (ma è facile arrivarci anche da profani), saprà che lo speed metal è un genere che ha nella velocità e nel virtuosismo sulle 6 corde il suo fondamento. I Dragon Force sono uno dei gruppi simbolo del genere e proprio il loro pezzo è stato scelto sia per testare le capacità dei migliori giocatori di GH3 sia per dimostrare quanto questo gioco sia (anzi, fosse) "potente" nel riprodurre la realtà.

Questo il video originale della canzone:



Mentre questo è un ragazzino di 9 anni che si cimenta nel pezzo:



Scioccante vero??

Meno male che c'è gente - come i creatori di South Park - che sa riportare tutto alla realtà e farci ridere delle nostre.. beh, dategli voi un nome. E siate magnanimi..



August 20, 2008

SERATONA..





<-- "Guardate!! Si è fatto incastrare per l'eternità!!" (L. Rossi)











Sabato scorso si sono sposati 2 nostri amici, cui facciamo ancora una volta i più grossi e sinceri auguri: Lara e Matteo.


Devo dire che il matrimonio è stato veramente bello, in tutte le sue diverse parti: dalla cerimonia all'attesa degli sposi a Villa Prati, dalla cena al dopo-cena tutto è stato molto divertente ed assolutamente mai noioso.


Lei bellissima e con il suo sorriso radioso, il suo marchio di fabbrica. Lui elegantissimo (grazie ai consigli del neo-cognato Bix) con un vestito grigio cui spiccava la cravatta verde acido (colore-guida della giornata: vedasi addobbo dell'auto, bouquet della sposa, bomboniera ecc...).


A parte la cerimonia, che è stata sicuramente molto bella, sentita e solenne, il vero divertimento è arrivato al momento della cena.
Partono in quarta i colleghi (ma soprattutto le colleghe) di Matteo, infermieri dell'unità di cardiologia dell'ospedale di Ravenna.
Non era ancora arrivato l'"antipasto della villa" (che cambia di matrimonio in matrimonio..) che già erano a ballare ed a saltare. Una cosa che ha colpito tutti noi perchè una partenza così lanciata non ce l'aspettavamo. Forse perchè saranno un gruppo che si è unito solidamente giorno dopo giorno nel luogo di lavoro, o perchè - facendo quel lavoro - ne vedono di ogni colore e quindi cercano di godersi ogni attimo che possono appena fuori dal lavoro, resta il fatto che io e l'Uomo ci siamo guardati con preoccupazione: come facciamo a tenere testa a persone che, probabilmente anche sobria (4 di loro erano reperibili!!), già dall'aperitivo ci avevano dato la paga??
Non ci siamo però persi d'animo ed abbiamo lasciato che il tempo facesse il suo corso.
Siamo partiti con il primo gioco "L'allegro infermiere", clone del più famoso "Allegro chirurgo", in cui Matteo - vestito da infermiere - assistito dalla crocerossina Lara, doveva estrarre diversi oggetti da una enorme sagoma di cartone identica a quella del gioco originale. In sottofondo canzoni che dovevano indicare quale organo operare e - al momento giusto - descrivere cosa era stato estratto.
Ad assistermi nella presentazione del gioco, due infermiere (vere) per l'occasione nei panni di velina mora e velina bionda.
Fatto questo siamo ripartiti con i secondi in attesa di passare al "classico" filmato con le foto degli sposi.
Luci spente e parte la narrazione de "L'almanacco di Lara e Matteo", una presentazione in PowerPoint degli sposi e delle loro vite intrecciate con i fatti di costume che hanno caratterizzato le 4 decadi in cui sono vissuti, con filmati di cartoni animati, sigle di programmi ed intermezzi fotografici. Il tutto si concludeva con un filmato fatto esclusivamente di fotografie con loro due.
Molto bello ed a tratti commovente, ma soprattutto apprezzato per l'ironia che lo pervadeva da tutti i presenti nonostante fosse lungo circa 30 minuti.
Siamo poi ripartiti con i balli in attesa della torta, che è arrivata dopo poco con anche il suo carico di bottiglie di spumante.. cosa che ha rappresentato la mia personale discesa nei fumi dell'alcol!
Dopo 4-5 bicchieri di spumantino frizzante, mancava un solo gioco: il gioco dei pacchi preso da "Affari tuoi". Rimasti in pochi, abbiamo deciso in quattro e quattr'otto di farlo comunque, se non altro perchè c'era stato anche lì parecchio lavoro dietro.
Tuttavia non era mai stato provato, se si esclude una telefonata tra me e la Monia a ferragosto durante un temporale, tra tuoni e fulmini.
Forti anche della carica di alcol in corpo, siamo partiti lo stesso con il gioco, con però l'introduzione di una variante: il pacco dei pacchi, deciso su due piedi da me e dalla Monia.
Dopo essere rimasti con un pacco non troppo edificante ed aver lasciato il regalo di nozze, 300 euro ed altro, oltre ad aver rifiutato alcuni ghiottissimi premi, tra cui la golf bianca del '94 di Billy, abbiamo dato loro la possibilità di individuare tra 4 uomini, chi avesse il pacco dei pacchi e cercare di portare a casa qualcosa di meglio.
Avendo scartato Bicio, il fratello piccolo di Matteo ed un suo collega, la scelta è caduta su Emil, scelta motivata dalla Lara per tutto il gioco con la seguente frase: "Vado per sentito dire..".
Dopo aver tolto la camicia ad Emil e slacciato i pantaloni, è entrato in gioco Matteo, che con la mano avvolta dentro ad un tovagliolo è andato a cercare (e trovare) la busta preziosa con parecchi contanti nelle mutande di Emil.
Da quel momento, avendo finito di "lavorare", ci siamo definitivamente lasciati trasportare dalla bolgia e dalla festa, coadiuvati da ulteriore alcol (grazie Uomo per quel bicchierino di Lagavulin..) e da un buonissimo sigaro (complimenti alla parente di Matteo che ha la tabaccheria.. ottimissima scelta quel Romeo y Julieta!!).
Per quello che è successo da quel momento in poi lasciamo parlare le foto prossimamente pubblicate su Flickr.

February 29, 2008

JENNY & HEDVIG





<-- Le valchirie son tornate!!







La prima settimana di febbraio io e Francesca, come molti italiani hanno l'abitudine di fare, siamo stati a "svernare" all'estero.

Cuba? Thailandia? Mar Rosso? Maldive? Santo Domingo? Messico?
Macchè!! SVEZIA!!! Al fresco, con 4-5 gradi di temperatura media.

Il pretesto per questa fuga nel paese delle Volvo (l'IKEA è oramai un luogo comune scontato..) è stata la laurea delle due ragazze che a novembre erano venute qua da noi e di cui ho raccontato in precedenza.

In pratica sono andato a verificare che non andassero a parlare male non solo dell'Italia ma della nostra regione!! Ma direi che c'è stato ben poco da fare: a dispetto di noi italiani, che non sappiamo nè come si chiama il loro Re (si, c'è la monarchia, per chi non lo sapesse..) nè il loro primo ministro, loro di noi sanno molto.
Pure troppo.
Mi hanno chiesto, in sequenza: cosa è successo a Napoli che c'è tutta quella immondizia (è stata dura far capire ad uno scandinavo che in casa tiene i rifiuti separati in maniera precisissima che a Napoli non fanno la raccolta differenziata, ma soprattutto che quella immondizia non è saltata fuori all'improvviso bensì sono i TG che hanno iniziato a parlarne..), come ha fatto a cadere il governo Prodi (vagli a spiegare di Mastella..), se siamo pronti ad un nuovo Berlusconi (con conseguente risatina e/o sorriso di compassione..), come sta giocando Ibrahimovic (poco amato dal popolo scandinavo in quanto ha "volontariamente" disimparato lo svedese..).

A parte questa continua corsa ad ostacoli (ed è stata lunga, in quanto abbiamo incontrato tante persone curiose di sapere del nostro bel paese), la vacanza è stata veramente una esperienza indimenticabile: poco turistica e molto calata nella realtà locale.

La laurea da loro è una sorta di presentazione pubblica della tesi. Si, pubblica, poichè tutti possono non solo partecipare ma anche intervenire facendo domande e chiedendo chiarimenti. Dopo 40 minuti di descrizione del lavoro, si passa appunto alle domande, fatte da 2 studenti laureandi (e che lavoreranno su una tesi che prende spunto da quella), dal correlatore (il quale sente parlare per la prima volta di quel lavoro e quindi è stimolato a chiedere chiarimenti) e dal pubblico.
Ovviamente, poichè non sanno quali sono le domande che verranno fatte, già da quello si nota la differenza dal nostro sistema. Differenza che assume caratteri ancora più macroscopici alla fine: infatti non c'è la proclamazione! Finite le domande, la relatrice ringrazia per la partecipazione e augura a tutti una buona giornata. FINE.

Dopo questo momento, già di per sè abbastanza sorprendente, è arrivato quello ancora più surreale: siamo andati, la sera stessa, a cena dalla professoressa relatrice! Allora pensi "Mah, chissà cosa avrà fatto da mangiare, e soprattutto chissà per quanti poveretta..". E invece no! La cena era da preparare, ed ognuno ha fatto la sua parte: Jenny ha affettato pomodori e cipolle in abbondanza, assieme ad un po' di salmone e avocado, mentre Francesca ha tritato la pancetta (anzi, il bacon) per gli spaghetti alla carbonara fatti da Pietro, un ragazzo di Gambettola che lavora all'Università a Cesena e che ha collaborato con l'Università di Lund, anche lui ospite, assieme ad altre 7-8 persone di questa cena.

Si sono poi uniti a noi: il correlatore e la moglie, Hedvig, i fidanzati di Jenny ed Hedvig, un ragazzo dell'Ecuador che lavora all'Università di Lund, il marito della relatrice e un altro tizio che lavora alla Tetra-Pak di Lund (credo ex-compagno di Jenny ed Hedvig).

Tutti scalzi (solo io e Francesca non sapevamo di questa abitudine dei popoli scandinavi ed abbiamo tenuto le scarpe..) e soprattutto liberi di frugare nei cassetti per cercare gli attrezzi per fa da mangiare senza chiedere permesso e di cercare il bagno a caso, entrando di stanza in stanza. E tutti senza essere mai stati lì prima.

Veramente una esperienza incredibile, per certi versi assurda e soprattutto spiazzante, poichè nè io nè Francesca avevamo idea degli usi e costumi degli svedesi. Ma per la prossima volta faremo come ci ha detto Pietro: "la prima volta anche io ho tenuto le scarpe ai piedi perchè non lo sapevo, ma oggi... MI SONO COMPRATO I CALZINI NUOVI!!".

Adesso aspettiamo che le valchirie ridiscendano sulla Riviera come nei mitici anni '70. Ma con loro ci saranno anche i loro vichinghi Erik e Filip. Ed io che ho visto le loro dimensioni vi garantisco che è meglio stare alla larga..

February 28, 2008

6 MINUTI, SOLO 6 MINUTI




<-- La Secante (in nero)



Scomodo e modifico a mio piacere il testo di una famosa lagna dei Negramaro di Giuliano Sangiorgi (cantante che detesto perchè troppo montato, ma a cui riconosco indubbi meriti artistici. E comunque di cantanti pelati e che si chiamano Giuliano io preferisco solo il buon Palma..) perchè finalmente ha aperto quella benedetta strada (in senso assoluto: ci ha pensato ieri il Vescovo a farlo!) denominata Secante.

Nonostante le mille proroghe, le (sterili) polemiche dei giornali di destra (La Voce in primis, giornale con cui non mi pulirei neanche il sedere..), i 40 anni di ritardo oggi ho finalmente percorso il tratto che collega il mio ufficio (sbuca praticamente davanti) con casa mia (uscita Ponte Pietra :-) ). In sei minuti.

Ricordo quando io e Francesca non eravamo sposati e facevo anche due volte al giorno il tratto Fratta Terme-Ponte Pietra: 25-30 minuti all'andata, 20 minuti la sera tardi, quando non c'era un cane ed i semafori erano disattivati.. per 3 anni e mezzo sempre quella solfa, con la costante domanda "Ma quando ca**o apre sta strada??".

Poi ci siamo sposati ed il problema si è in parte risolto: rimaneva il dover fare quella strada tutti i giorni per andare a lavorare. Per fortuna è durata poco: appena 10 mesi (ma ricordo le folli ed incontrollate voci che dicevano "Apre a novembre" "No, apre per Natale!", "Ma va là, apre a fine gennaio", "Assolutamente no perchè è da rifare il tratto aperto 4 anni fa: si apre a fine febbraio. Forse".

Poi la bella notizia datami dai pannelli digitali posti sul Ponte Nuovo e al semaforo della via Emilia vicino al Derby: inaugurazione mercoledì 27 febbraio, ore 16 presso il Centro Montefiore.

AMEN.

Mi ricordo il primo tratto, finito a inizio anni '90: io e alcune delle facce che avete visto nella foto inserita nel post precedente lo percorrevamo in bicicletta, d'estate, quando andavamo a vedere i voti a fine anno scolastico (un'esperienza che, nel mio caso, potrei definire essere stata sempre molto.. adrenalinica!!) ed arrivati alla fine si dovevano scavalcare due enormi macigni in cemento armato messi come (efficace, non c'è che dire) divieto di accesso agli autoveicoli.

Quindi ben venga il nostro tunnel super-tecnologico (con annesso servizio al TG1 Economia di oggi!), unico (o eventualmente secondo) in Europa, con i suoi 40 anni di ritardo. 40 anni in cui abbiamo smadonnato in colonna davanti alla pasticceria Fagioli, visto nascere, crescere e decadere fino all'attuale agonia la pasticceria all'angolo di Viale Angeloni, installare 5 o 6 semafori sul tratto che va dalla VIFRA allo stadio. 40 anni in cui i residenti di quel tratto hanno respirato l'aria peggiore della città, visto il valore delle loro abitazioni decrescere, i muri diventare grigio-neri.

Speriamo solo che il Comune, ora, dopo 40 anni, trasformi seriamente quella parte di città nel "salotto buono" della città.

40 anni. 6 minuti. Ne è valsa la pena.

February 22, 2008

BRUTTA GENTE...






















In cima: Emil (l'Uomo) e Andrea (Billy).

In piedi: Alessandro (Zava), Monia (la Mo'), Matteo, Lara, Maurizio (Maffi), Ethel, la SPOSA, Francesca (la Fra), Manuele (Manu), Fabrizio (Bicio), Silvia, Sonia, Ramona, Stefano (Teto), Chiara (la Chiarina).

A "covino": Roberta (Robi Facchinetti), Mirko (Strada), lo SPOSO, Alessandro (il Lido), Francesca.

Location: Villa Prati, Bertinoro (FC).

Data: 07 luglio 2007